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Posts Tagged ‘adolescenza’

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venerdì, 18 luglio 2014 Commenti disabilitati

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Oggi, mentre in garage scendevo dalla macchina, mi sono guardata intorno pensando a quanto avevo aspettato questa vacanza e a come ora è già finita… però non l’ho pensato con tristezza ma con felicità, perché anche se queste settimane sono volate (mi sembra siano passate velocissimamente…) sono state stupende, e davvero sono già scolpite dentro me, come ti ho scritto, non le dimenticherò mai. Ti amo così tanto. È stato indescrivibilmente bello camminare con te, vedere tante cose, fare a lungo l’amore, addormentarci e svegliarci insieme, con te che mi sorridevi dolcemente, e poi finalmente non essendo incalzati dal tempo abbiamo potuto parlare con calma e profondamente, di tutto: di noi, di me, di te, di letteratura, di qualunque cosa. È stato bellissimo gironzolare in libreria e uscire carichi di libri e dischi e bere il tè insieme e riposarci stremati su una panchina, sedere al ristorante elegante con una zuppiera d’insalata davanti mentre tu rischiavi di far cadere tutte le bottiglie presenti sul tavolo, e poi fare colazione mentre tu spalmavi il burro e io mi gustavo le torte presenti e poi ormai (ma questo già le altre volte) mi sento così a mio agio con te, non m’importa se mi vedi con la fascia in testa o se esco dal bagno o cose del genere, e poi tu sei stato meraviglioso con le tue carezze, le tue coccole, quando abbiamo fatto l’amore (compreso anche quando eravamo stanchi e mi accarezzavi soltanto) mi hai fatta impazzire di piacere. Stamattina all’inizio ero un po’ strana: ero ancora stanca per la fatica di ieri e perché la notte avevo dormito poco e poi ero un po’ malinconica perché ormai dovevamo tornare a casa e così mi sono rattristata fraintendendo le cose che dicevi… Quando mi hai detto che a volte ti senti smarrito e poi ti sei commosso, be’, sappi che non sei solo e non sei smarrito: hai solo bisogno di esprimere il te stesso più vero, di conoscerti e di farti conoscere e di prendere contatto con certe parti di te che ancora possono farti soffrire.

 

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venerdì, 9 maggio 2014 Commenti disabilitati

Georges Braque - Harbor

Dunque, ho letto i due libri di Fred Vargas, Parti in fretta e non tornare e L’uomo a rovescio. Non mi sono piaciuti molto, perché non apprezzo lo stile dell’autrice: sembra che mentre scrive si ripeta ogni due secondi quanto è brava, quanto è ironica e quanto è intellettuale. Infatti, è così brava e glaciale che non ti lascia niente (siamo agli antipodi di Woolrich, che scrive sgangherato, di corsa e con un sacco di imprecisioni, perché ha qualcosa di potente e vitale da dire e non gli interessa fare il professorino).
A parte il mio apprezzamento personale, non li consiglierei a un adolescente per questi motivi:
Stile: vale quello che ho detto prima, e se un adulto può apprezzare comunque certi ammiccamenti colti e la scrittura limpida, secondo me un ragazzo fa fatica e si annoia, non ha stimoli ad andare avanti. Trama: in entrambi i casi si parte con un’idea avvincente ma poi, a metà libro, l’idea crolla e si prosegue con ipotesi cervellotiche, poco realistiche e sviluppate in modo noioso (sempre pensando a un ragazzo/a). Il protagonista: di solito tutto crolla nella noia e nell’inerzia man mano che Adamsberg entra in scena. Pigro, compiaciuto e noioso, non sa mai niente, non fa mai niente, gli piove tutto dal cielo e, guarda caso, alla fine risolve tutto… così, senza pathos e senza un briciolo di tensione morale. Sembra il trionfo dell’indifferenza. L’autrice lo adora e non fa altro che lanciarsi in lunghe descrizioni pedanti su quanto sia acuto e saggio questo protagonista, che è un Nulla vivente. Senza sentimenti, senza tensioni, non crede in niente e non gli importa niente. Il contrario della pensosità, dell’istintualità e della “voglia di fare” adolescenziali; e non ci sono né dubbi esistenziali né un “glorioso” fallimento. Zero, insomma. Con un tocco di cinismo nella descrizione per es. del rapporto tra Adamsberg e Camille (l’amore è un freddo rapporto tra due persone che si fanno i fatti loro; solo un adulto disilluso può apprezzare una cosa del genere).
Dei due, secondo me, potrebbe piacere di più L’uomo a rovescio: c’è il tema del lupo mannaro, quello (avvincente e avventuroso, e anche poco realistico, dunque ancor più appassionante, sotto un certo aspetto) dell’inseguimento del “nemico” su un puzzolente carro bestiame; l’idea che se nessuno (in questo caso la polizia) ti crede, ma tu sei convinto di avere ragione, contro tutto e tutti parti all’inseguimento e sai che non mollerai mai. Poi, un punto di forza è la caratterizzazione dei personaggi secondari: il lettore li visualizza bene, si affeziona, parteggia e in certi casi ride molto (certe uscite del Guarda sono forti, con lui è come se nostro nonno si trovasse all’improvviso catapultato in un’avventura!). Quindi per tutta la prima parte L’uomo a rovescio è abbastanza avvincente (benché senza tensioni morali, senza noir!). Poi, però, crolla e diventa noioso. Ma potrebbe anche piacere, anche se non è un romanzo che riesca a conquistare qualcuno alla lettura, secondo me.

 

Taccuini materni: fortuna

venerdì, 12 aprile 2013 Commenti disabilitati

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taccuino 1941-42, p. 4

La fortuna -
Può darsi che un giorno la fortuna ti arrida. È una dea capricciosa: se la cerchi non la trovi, se l’incontri ti sfugge, se la chiami non risponde.
Bisogna coglierla al laccio quando passa, perché è leggera come il vento: presto viene e più presto va. Se ti sorride ringraziala, se t’abbandona non implorarla di restare: ricordati che non si volta indietro e non ascolta chi piange. E sii certo che se la fortuna può rivelare tutte le piccolezze dell’uomo, solo la sfortuna mette in luce la sua vera grandezza. Entrambe mutano cento volte di nome.
Ma nella fortuna e nella sfortuna conserva sempre il tuo …

 

Taccuini materni: anima e giovinezza

domenica, 3 marzo 2013 Commenti disabilitati

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taccuino 1941-42, p. 3

La giovinezza -
Questa è l’ora di cercare l’ideale che ti illumini la strada. Ma abbi la certezza che lo troverai.
Vivi la tua giovinezza con gioia: i canti più belli son quelli del mattino. Ma anche nel meriggio e verso sera, uno stornello accompagni sempre il tuo passo: ogni stagione ha il suo fiore. Quello che conta è possedere sempre nel cuore il ritmo di un canto.

(sotto, scritto a matita:)

Vi sono anime che diventano vittime e anime che si fanno distributrici arbitrarie e prepotenti di diritti e di doveri. Ma nel loro intimo, queste sono più tristi di quelle. Soprattutto quando un giorno soffriranno per aver fatto soffrire.

Timidezza

giovedì, 11 ottobre 2012 Commenti disabilitati

La timidezza è retaggio emblematico dell’adolescenza: di quella bruciata dagli ideali, dalla aspirazione agli ideali, più alti e vertiginosi; e alla loro sconfitta, e alla indifferenza con cui sono accolti dagli altri, conseguono lacerazioni dell’anima talora affascinate dalla morte volontaria.

Eugenio Borgna, La solitudine dell’anima, Feltrinelli, Milano 2011, p. 46

 

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giovedì, 3 maggio 2012 Commenti disabilitati

Oggi anch’io ho fatto le mie cose con tranquillità (domani pomeriggio devo presentare un libro al seminario). E sono contenta che sei riuscito a lavorare serenamente. Meno male che anche tu hai trovato grazioso quel racconto: a me sembra dolce, romantico e lievemente spiritoso. Mi fa una grande tenerezza il signor Hoppy che è così timido ed escogita uno stratagemma così scomodo, dispendioso e “lento” per conquistare la sua amata. E mi piace quando lei gli dice che se lui la aiuterà a far crescere la tartaruga sarà “sua schiava per tutta la vita”; e allora Hoppy a queste parole va in tilt ed escogita l’espediente. Mi fa ridere perché in questo modo Roald Dahl ha descritto benissimo e con sagace ironia ma anche con dolcezza la follia che scatta nel cuore di un innamorato! Ecco, a me piacciono i “signor Hoppy”, timidi, magari un po’ imbranati, ma dolci e capaci di un amore molto tenero, delicato e paziente.
A proposito, oggi mi hanno detto che ho occhi profondissimi che scrutano e guardano dentro, proprio come avevi detto tu (aggiungendo che fanno guarire). Quindi, se affermi certe cose devo crederti. Dev’essere vero, perché hai una grande capacità d’interpretare la realtà. E se davvero io sono così, posso fare grandi cose: infatti, in questi giorni ho una carica dentro che non hai idea! Non mi pesa più neanche leggere tutti quei libri… vado a spron battuto e quando mi viene un po’ di scoraggiamento penso a certe tue parole, come quelle che mi hai appena scritto, e mi torna subito la fiducia.

 

Notizie dalla Children’s Book Fair

mercoledì, 28 marzo 2012 Commenti disabilitati

Rieccomi! Sono stata un attimo fagocitata da questa meravigliosa Vita che tutti noi abbiamo il privilegio di (appunto) vivere. E tra le tante cose degli ultimi giorni, come ogni anno ho passato buon tempo alla Bologna Children’s Book Fair (che poi sarebbe la solita Fiera del Libro per Ragazzi), gioendo poiché, a differenza di altre fiere parecchio disertate in questi tempi di crisi, era affollata mi sembra come gli altri anni; cioè tantissimo. Cosa dire? Per me è un po’ il mio Paese dei Balocchi.
continua a leggere:
http://alidargento.wordpress.com/2012/03/22/1570

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