FIAT 2 – La vendetta

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Il titolo Fiat continua a salire impunemente, senza che mi decida a salire sul carro. Gli arrivano nuove spinte, che passano attraverso il salone dell’auto di Francoforte.
Prima inizia le danze il ministro Claudio Scajola, che afferma:  “valuteremo di concerto con gli altri Stati Ue quella che oggi è una cosa auspicata e auspicabile, di proseguire con gli incentivi nel settore auto”. E’ ovvio che se gli incentivi per l’acquisto delle auto venissero meno, il settore tornerebbe a sprofondare: è questa la spada di Damocle temuta dagli investitori. Secondo un analista interpellato a caldo, “le parole del ministro sono ovviamente un buon segnale, anche se il mercato dava già per scontato il rinnovo degli incentivi e dunque il titolo Fiat, già ampiamente positivo, non ha reagito”.
Ma a un certo punto l’azione parte in su, superando la barriera dei 9 euro e segnando il nuovo massimo dell’anno a 9,01. A spingerlo son state le parole di Sergio Marchionne al Salone dell’auto: il gruppo raggiungerà l’obiettivo di 5 milioni e mezzo-6 milioni di auto vendute solo (visto che la partita Opel è chiusa) grazie all’apporto di Chrysler, il cui piano industriale sarà presentato a novembre. E poi, il 2010 non sarà così duro come quest’anno, sempre che vengano rinnovati gli incentivi. Il messaggio di Marchionne al governo è chiaro: senza il rinnovo degli incentivi alla rottamazione, l’impatto sarebbe “disastroso”. E il titolo corre. E io non mi decido a saltare sul carro: quanto durerà questa salita? E se salto e la salita si ferma o — peggio — si trasforma in discesa? E qui capisco l’unica strada che mi resta per non farmi fregare da questi tamarri: attendere il titolo al varco, cogliere il momento in cui non avrà più fiato per continuare la salita e sarà costretto ad arretrare, ed entrare al ribasso.
Intanto, stamattina Fiat apre in rialzo e ricomincia a correre: 9,03 , 9,06 , 9,08… Ma dove diavolo vuol arrivare? Salire adesso sul carro è impensabile, sarebbe da incoscienti. Anche perché c’è già chi inizia a gufare: Una Sim* milanese, commentando le dichiarazioni di Marchionne, ritiene poco credibile il raggiungimento dell’obiettivo di 5,5/6 milioni di auto prodotte da Fiat e Chrysler, “che stimiamo partano da meno di 4 milioni nel 2009”. E poi, “il rinnovo degli incentivi è sicuramente una notizia positiva, ma un calo della domanda è comunque da mettere in preventivo”. E secondo un’altra Sim, le dichiarazioni sulla necessità di rinnovare gli incentivi “non stupiscono, poiché riflettono la principale causa alla base della nostra valutazione poco attraente del titolo: l’evoluzione dei mercati auto nel 2010 in assenza di incentivi” (tenendo conto che Germania e Stati Uniti non li rinnoveranno, e l’Italia non si è ancora pronunciata).
Date le mie intenzioni, faccio ovviamente il tifo per i gufi. Così, quando vedo che le quotazioni cominciano a rallentare e a incagliarsi, e poi a scendere un po’, e poi a calare ancora, mi decido. Del resto, nessuna azione può salire in eterno. Da 9,07 a 9,05 (perché diavolo non sono ancora entrato?), e quando scende a 9,03 mi decido a premere il pulsante “vendi“. Ho venduto il titolo allo scoperto, sono andato short, come si dice in gergo. La discesa è contrastata: ogni due passi l’azione sembra voler risalire, rifà un gradino, sta lì contesa fra compratori e venditori, quindi torna a scendere, ma poi si ferma di nuovo e risale di qualche centesimo, eddài, non fatemi penare, muovetevi, non vedete che il 2010 per l’auto sarà un anno del cazzo? Eccoci a 8,99 , evviva, abbiamo rivarcato la soglia psicologica dei 9 euro, abbàssati maledetta, torna coi piedi per terra. 8,97 , 8,96. A 8,94 però minaccia di tornare su: mi tiene un po’ sulla graticola, si rimangia qualche tick, sembra voler risalire e sembra voler scendere, così premo “compra” e ricopro la posizione, e prendo profitto.
E vaffanculo, Fiat. Fosse per me, girerei solo in autobus.

* Società d’intermediazione mobiliare

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