QUALCOSA ACCADRÀ

In questi giorni si parla di stress dei mercati, e a ragione. Da un lato c’è la corsa del prezzo dell’oro, che ha superato i 1.100 dollari per oncia: chiaro segnale che le aspettative degli investitori non sono buone, cioè propendono per un riaccentuarsi dell’instabilità; oppure che si cerca un rimedio in vista di una prossima ondata di inflazione (dovuta alla ripresa economica). Dall’altro lato c’è la crescita del prezzo del petrolio, che oscilla sugli 80 dollari al barile: questa tensione indicherebbe una ripresa già in atto, pronta a spingere i consumi.

Per chiarirci le idee, guardiamo gli indici. In Germania, l’indice sulla fiducia delle aziende (IFO) è salito a 74,6 punti (dai 63,6 del secondo trimestre), mentre l’indice che misura la fiducia degli investitori (ZEW) è sceso sulla soglia dei 50 punti, dai 56 di ottobre. In Usa, l’indice sulla fiducia dei consumatori di novembre (stilato dall’Università del Michigan) è sui 66 punti, in calo rispetto ai 70,6 di ottobre, mentre il tasso di disoccupazione aumenta, superando il 10%.

Considerato che le Borse negli ultimi mesi hanno fatto una grossa galoppata, salvo qualche piccola “correzione” al ribasso, cosa dedurne? Che il sentimento più forte è quello propagandato dai media, ossia la fiducia nella ripresa che sta per arrivare. Così, gli spiriti animali hanno il sopravvento e l’avidità fa correre i risparmiatori a comprare azioni, obbligazioni, oro, materie prime: visto che il terrore del 2008 è finito e le banche (dicono) sono salve grazie agli interventi governativi, ci si è rimessi in pista. E visto che, quando sembrava che tutto dovesse crollare (primi mesi di quest’anno), le previsioni sull’andamento delle aziende erano catastrofiche, ora molti bilanci trimestrali risultano migliori delle attese, malgrado i fatturati siano comunque scesi paurosamente. Infine, l’indice che misura il “panico”, il cosiddetto VIX, è ai valori minimi di periodo, fatto che indica una ripresa della fiducia nei mercati.

Dunque, il Mercato è a un bivio: o crolla per l’evidenza dei fatti, oppure continua a correre, spinto anche dai flussi di nuova liquidità che generalmente arrivano verso la fine dell’anno. Cosa accadrà?
Qualcosa accadrà
: è il titolo di un famoso racconto di Heinrich Böll (nella raccolta Racconti umoristici e satirici).