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penna Quando scrivo — digito — la tua data di nascita per entrare con una password, ti sento entrare in me, ogni volta. E ho la sensazione che in quel giorno sia nata una dea, una vera divinità. Lo sento con ammirazione, ma anche con una certa angoscia, non so perché: forse perché sei troppo grande e irraggiungibile, o perché io sono troppo piccolo e lontano, o ignorante, o aberrato e quindi inabile. Ciò non toglie che mi piace pensare alla tua grandezza, perché è un pensiero bello, costruttivo, che porta con sé la positività delle cose buone.