RICOMINCIARE

(Enrico Benaglia, Musica infinita)


Si fa bene a vergognarsi, è giusto. Ma poi bisogna ricominciare: riprendersi le giornate e viverle, muovendosi e anche incontrando gli altri, parlare, pensare. Considerarsi vivi e in grado di fare cose, di esserci. La voglia, il desiderio di lasciare un segno è sempre forte, e ancora mi domando da dove venga questo desiderio. È cosa talmente diffusa, questa di non voler essere dimenticati, che un po’ spaventa. Perché dannarsi tanto? A che serve? O meglio, a chi giova?
È così facile sentirsi perduti, però. Sono improvvisi scombussolamenti emotivi in cui il respiro esce dalle guide e si mette a premere dove non deve, in fondo alla gola e dentro le orecchie. Una specie di assedio che non sospetti, che si rivela di colpo, con l’immediatezza delle cose familiari.