Furbizie vintage 3

In quella discussione su it.cultura.libri, chi contestò il diritto degli scrittori di intrufolarsi nei newsgroup letterari per interloquire coi propri lettori fu un certo P. Bianchi (così si firmava): i suoi interventi erano fra i più sagaci, insieme a quelli della mitica (e compianta) Maria Strofa.
Nel rispondere a un partecipante che aveva affermato: «a mio avviso l’autore, quando partorisce, deve tagliare egli stesso il cordone ombelicale», P. Bianchi spiegò con molta chiarezza come stavano le cose:

Non si può. L’autore è coinvolto, il libro è un pezzo di lui, non è possibile che mantenga il distacco, a meno che sia un bestsellerista mirante solo a limare il prodotto per ottimizzare cinicamente le vendite. L’autore è un marchio, trovarselo lì in carne e ossa a chiederti conto esplicitamente o implicitamente se ti piace la sua mercanzia è impossibile, troppo ingombrante, troppo imbarazzante. Mi vedo L. dire: “Ma allora io non posso partecipare alle vs (peraltro) cazzate? Qs. è limitativo della mia libertà.” Ebbene un po’ sì, d’altronde se frequenta diventa limitativo della libertà nostra, se lo lodi sembri leccaculo, se critichi il libro diventa automaticamente una critica alla persona, non se ne viene fuori se non tacendo, ma tacere in un mezzo fatto per parlare richiede una propensione all’ossimoro. La S. (anch’io non ho mai letto nulla, tranne quello che scrive qui: e qui mi sembra una gran tenerona) può presentarsi tranquillamente come S. in un niusgrup di computer o di giardinaggio, a discutere della soundblaster o di innesti di ciliegio. Non dovrebbe andare in un niusgrup di lettori, che possono discutere dei suoi libri. Almeno non col suo nome, idem per L., sono troppo ingombranti, devono fare come i preti nel bordello, travestirsi e spassarsela solo sotto mentite spoglie. Le critiche di B. a me sembrano argomentate e suonano plausibili, se le avesse dette parlando di Ugo Foscolo non fregava niente a nessuno, cioè in tal caso il vero oggetto di valutazione sarebbe stato non il Foscolo né la oggettiva validità delle critiche ma solo la coerenza interna alle argomentazioni di B., come accade in qualunque accademia letteraria. Invece parlando della S. tutti i guardoni si girano subito per vedere come la prende, se tace è una snobba, se si incazza è una permalosa, se glissa è una cinica, per il fatto di esserci ha già perso, l’unica cosa sarebbe se rispondesse con una flammona telematica memorabile ma 1) questo le darebbe dei punti come polemista e non come romanziera 2) qualche stronzo di giornalista lurkone ne approfitterebbe per far colare un po’ di merda sui giornaletti. Non se ne esce, il difetto è a monte, l’autore è un marchio che deve stare al suo posto e cioè sulla copertina del libro, oppure nel niusgruppo “l’autore risponde”. Qui deve venire sotto falso nome.

Un intervento coi fiocchi, che mise il dito su una questione che assumeva rilevanza proprio in quegli anni, in cui internet cominciava a diffondersi e a rivelare anche le sue implicazioni “mercantili”.
Ad ogni modo, la discussione durò a lungo, finché un anomimo buontempone vi pose il suo suggello:

IMPORTANTE SCRITTORE
Salve, mi presento. Sono un importante scrittore in incognito, come forse il mio nick suggerisce. Dopo aver seguito con attenzione la polemica in atto, ho deciso di non mettervi a parte del mio vero nome e cognome per non contribuire ad alterare la spontaneità dei vostri comportamenti. Vi bastino le sacre auree di cui già appaiono circonfuse le figure di L., Ba. & Company.  Non vorrei mai che il fanciullone M.F., non sapendo bene come reagire, mi si mettesse a uggiolare/scondinzolare davanti prima ancora di aver letto i miei libri, o che l’intemerato/impavido Be. si sentisse indotto ad attaccare i miei capolavori solo per far vedere che – fosse dipeso da lui – col cavolo che avrei avuto successo! Desidero, inoltre, che P. Bianchi mantenga nei miei confronti lo stesso sangue freddo che se scoprisse di avere come vicina di pianerottolo Wanda Osiris, anzi no (è morta), facciamo Gina Lollobrigida, o la incrociasse davanti al cassonetto del condominio con in mano un prosaico sacchetto della spazzatura. Non aspettatevi, dunque, indizi di sorta sulla MIA personale produzione letteraria. Il mio mistero è chiuso in me, il nome mio nessun saprà.

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