Il vuoto pneumatico

Ieri sera, intervistato a Tg3 Linea Notte, il critico Achille Bonito Oliva ha affermato che il grande successo di pubblico avuto dalle recenti mostre d’arte a Roma — decine di migliaia di persone disposte a sopportare lunghe code per vedere, ad esempio, Caravaggio — si spiega con il grande vuoto pneumatico ideologico, spirituale e morale che stiamo vivendo. La gente è sempre più disorientata e ha sempre meno riferimenti, perché la società non riesce a reggere il peso della politica affaristica d’assalto e della brutale messa al bando dei valori, a tutto vantaggio dell’appropriazione e dell’ostentazione materiale. Il Potere, col suo esercizio sfacciato — una sfacciataggine di cui non s’aveva memoria –, sta riuscendo nell’intento di rendere tutto uguale a tutto e ogni cosa adattabile al suo contrario: anche le affermazioni più assurde, se fatte col  nuovo stile delle posizioni di potere, vengono fatte passare. Così i riferimenti si perdono, il senso d’identità s’indebolisce, ed è naturale che si cerchino rifugi. L’Arte, secondo Bonito Oliva, diventa un rifugio per sfuggire a questo vuoto (che, di questo passo, potrebbe annientarci).