Ladri del tempo

I ladri del tempo sono quei fattori che mangiano buona parte delle nostre giornate, a volte senza che nemmeno ce ne accorgiamo. Ed è difficile debellarli, talvolta difficilissimo, al punto che il problema viene affrontato anche nei corsi di training. Le telefonate impreviste e troppo lunghe, ad esempio: oggi, coi telefonini, si può rimediare non rispondendo (anche silenziando la suoneria), per poi occuparsene al momento opportuno. Poi, l’arrivo improvviso di persone inattese che chiedono attenzione, oppure i collaboratori che si rivelano incompetenti e inceppano il corso delle cose, oppure altri indesiderata.
Questi sono i fattori esterni, contro i quali si può porre un argine; molto più difficile, invece, è affrontare i fattori interni: quelli che fanno parte del nostro carattere, della nostra indole, del nostro modo di operare, delle nostre abitudini. La tendenza al perfezionismo, ad esempio, oppure al disordine (per citare i più banali); poi la mancanza di un programma giornaliero, o la scarsa chiarezza sugli obiettivi che abbiamo di fronte: quella specie di foschia che senza una ragione apparente ci appanna l’orizzonte. Per non parlare della sciagurata incapacità di dire di no a quelli che ci sollecitano da più parti, quelli — sempre troppi — che vogliono salvaguardare il proprio tempo e i propri interessi tentando di addebitare il tutto a noi. Guardarsi da quelli lì, per carità: sono pericolosissimi.