Intelligenze

Da felici siamo molto, ma molto più intelligenti che da infelici, dice Silvana De Mari. Caspita, questo sembra confliggere con l’idea che, ad esempio, le opere più sublimi — in arte e in letteratura — scaturiscano dal tormento dell’anima e (si suppone) da una conseguente infelicità. I genii, generalmente, hanno spiriti inquieti e tormentati, specie quando sono incompresi — il che accade, dicono, il più delle volte — e questo rappresenta la configurazione più tradizionale. Ma in realtà, specifica la De Mari, ciò che è in gioco non è l’intelligenza, ma sono le intelligenze: intelligenze molteplici che vanno ognuna per conto suo, e si possono dividere in quelle che agiscono su base razionale e logica e quelle che agiscono su base emotiva e analogica. E siccome a tenere i collegamenti fra le diverse intelligenze ci pensano i neurotrasmettitori come le endorfine e la serotonina (quelli che fanno star bene), se li teniamo in grande quantità e li facciamo lavorare bene e in efficienza avremo tutte le intelligenze che si muovono insieme, dando i risultati migliori.
Per questo non è sufficiente realizzare i propri sogni per ottenere la felicità: è più importante avere il sistema biochimico che funziona nella direzione giusta. Se la nostra chimica funzionerà a nostro vantaggio, la condizione di felicità ci darà le forze, le energie e gli strumenti per realizzare i nostri sogni (detto in maniera più prosaica, per fare le cose, raggiungere gli obiettivi ecc.), perché ci renderà più sani e più forti, ci darà più capacità di concentrazione e di memoria, quindi maggior sicurezza e fiducia in noi stessi, con i benefici che si possono immaginare. Dunque, la felicità è una scelta: basta aumentare la serotonina e le endorfine, e tenere basso il cortisolo, ormone da stress che normalmente blocca il sistema immunitario e intralcia le cellule dell’ippocampo (l’organo della memoria), rendendo più dificile anche memorizzare le cose. Per cominciare ad aumentare endorfine e serotonina, dice, bisogna innanzitutto fare cose che ci piacciono, a partire alle più piccole: se si scrive, scrivere con una bella penna e un bel quaderno o taccuino; ascoltare la musica che ci piace; visualizzare e tener con sé le immagini che ci fanno star bene. Semplice, direi: almeno come inizio.