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È vero, penso anch’io che avere una vera amicizia che parte dall’infanzia o dall’adolescenza e ti accompagna nella vita è una cosa importantissima. Però si possono trovare amici veri a ogni età, anche se crescendo è più difficile. Le amicizie adolescenziali non sempre reggono al passare del tempo, proprio per quell’elevato tasso di idealizzazione e per la funzione che esse assolvono. Terminata questa funzione, spesso termina anche l’amicizia. Non è raro infatti perdere, attorno ai vent’anni o poco più, gli amici del cuore con cui si è cresciuti e che fino al giorno prima erano come un altro sé, un’anima gemella sul serio. E invece un bel mattino si comincia a non telefonarsi come al solito, ci si vede meno, e in breve tempo ci si ritrova quasi estranei. A molti è successo, me compresa, e ci rimasi malissimo, non me ne facevo una ragione. Poi, all’università, durante una lezione di psicologia abbastanza noiosa, sentii la professoressa parlare di questo fenomeno; drizzai le orecchie. Spiegò appunto che queste amicizie adolescenziali simbiotiche e totali nascono durante quell’età perché sono necessarie a favorire un corretto sviluppo del giovane: una sorta di “palestra dei sentimenti” (come dice Pietropolli Charmet) e anche una difesa contro il mondo (in due si è più forti che da soli, nell’affrontare l’avventura della crescita). Spesso però queste amicizie non riescono a “evolversi” e così capita che le strade dei due amici del cuore si separino repentinamente e senza un motivo apparente, per non ritrovarsi più o restare comunque distanti. Altre amicizie invece riescono a compiere il salto e sono quelle più belle e preziose, quelle che danno anche senso a una vita.
Di sicuro per te è stato più difficile crescere avendo perso l’amico del cuore… credo anch’io in quel valore etico, come te. Però sono convinta che l’amicizia, come l’amore, sia un incontro di anime (e corpi) che a volte devono vagare molto (troppo) a lungo prima di trovarsi, e l’incontro può avvenire sempre, bisogna saperlo riconoscere e, poi, coltivarlo.
All’amicizia hanno dedicato tante parole i filosofi antichi. Cicerone scrisse:

«Tolgono il sole dal mondo quelli che tolgono l’amicizia dalla vita, poiché non abbiamo da Dio niente di meglio, niente che ci renda più felici».

Aristotele ha dedicato all’amicizia gran parte della sua opera sull’etica (di nuovo l’etica), spendendo parole bellissime. Idem Seneca, soprattutto nelle lettere. Oggi forse può sembrare un po’ strano che un sapiente, un filosofo, uno scienziato si preoccupi tanto di definire e celebrare l’amicizia, ma io sto dalla parte dei filosofi antichi! All’amicizia occorre dedicare tempo, a volte fatica, sempre dedizione. E su questo, ho parecchio da rimproverarmi.