morfologia


Mi sta piacendo ricordare gli ultimi brandelli di sogno dopo essermi svegliato, e coltivarne le immagini per poterle mettere su carta. Può essere un modo per uscire dal torpore in cui mi trovavo, quel torpore di anni in cui tutto tendeva a sfuggire in un’evaporazione continua. Le settimane si bruciano, è vero, si consumano una dopo l’altra come la legna nel camino, ma oggi lo fanno lasciandomi qualche punto di riferimento per poter fissare idee e riflessioni, e decisioni, mentre prima mi lasciavano galleggiare in un tempo informe, in un consumo continuo senza identità. L’amorfismo in cui ero abbandonato era il nemico invisibile, contro la morfologia che ora mi sento finalmente in grado di tracciare.