colazione


Penso sia un’ottima idea, quella di soffermarsi a considerare — o meglio, a riassaporare con la mente e con la penna — le piccole (grandi) cose belle, intese come quei gesti quotidiani che danno endorfine e serotonina e alimentano il benessere. Perché una forma di alimentazione del benessere è sempre necessaria, non la si può trascurare come spesso accade nella vita quotidiana. A me, ad esempio, piace molto il rito della colazione, dove se si è in compagnia ci si scambiano le considerazioni e i sorrisi, anche dello sguardo. Essere guardati come ti guarda l’amica o l’amico che hai di fronte (sappiamo cosa significa per me e per loro l’amicizia) è un piacere così importante e intenso che rientra nelle forme principali di alimentazione del benessere. Il benessere non è edonismo: è il modo di vivere in maniera davvero umana, presupposto fondamentale — secondo me — per comprendere e vivere i rapporti col prossimo, la chiarezza, il gesto disinteressato, la solidarietà. Lo sguardo dell’amica e dell’amico è quella cosa preziosissima che può dar senso alla vita.