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Non riesco a immaginare che tu fossi così fragile e non riuscissi a farti rispettare. Ci credo, ovviamente, ma non riesco a immaginarti così, né d’altronde riesco a immaginarti duro e spietato (te l’ho già detto). Forse perché adesso hai raggiunto o stai raggiungendo faticosamente un minimo di equilibrio, anche se spesso ti viene da piangere (e io vorrei essere lì ad abbracciarti forte, quando accade). Riguardo alla mia ferita e al mio cuore, non so se potranno mai guarire… io, certe volte, ho pensato che ormai sono “rovinata”! Però mi fa tanto bene stare con te… non sai quanto. Che bella persona tua madre. Non mi avevi ancora detto che era una maestra! Io adoro le vere maestre e di sicuro da quel che dici tua madre lo era. Che bel rapporto hai con lei. Questo è un punto forte. E ti ha cresciuto bene, poi, perché altrimenti sarebbe stato molto più difficile per te non lasciarti travolgere dai tuoi errori e rialzarti come hai fatto. Forse tua madre è un po’ per te quel che mio padre è per me. A proposito di quello che mi avevi chiesto: è vero, ho un comodino molto lungo e pieno di libri. E davvero ogni tanto mi leggo uno dei racconti di James prima di addormentarmi (per avere incubi!).