che scrive chi scrive?


«Quando si rifletta sugli elementi dichiarati specifici se non in qualità, almeno in numero di occorrenze, dei testi appartenenti al NIE non si può fare a meno – o almeno non può farlo chi scrive – di trovare echi e comunanze con posizioni e affermazioni teoriche che appaiono così inquietantemente e al contempo – sempre per chi scrive –, così rassicurantemente vicine a ciò che nel tempo è parso specifico della scrittura femminile: l’attraversamento dei generi e la loro commistione con materiali di provenienza eterogenea, l’assunzione di posizionamenti “eccentrici” come luoghi da cui dare voce a saperi altri, l’etica responsabile di cui parla, per esempio, Spivack per la scrittura originale e traduttiva delle donne, e così via. Forse c’è qualcosa di più profondo che accomuna le scritture letterarie – narrative e non – degli anni a cavallo fra primo e secondo millennio, e cioè l’assunzione – consapevole o meno – della complessità di una realtà derivante dalla decostruzione dell’io occidentale, bianco, maschile, fallologocentrico, falsamente universale.»

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