I giovani del surf: Dura ming!


Da Renzi c’erano anche degli intellettuali: Baricco, Nesi, Scurati. Ma anche l’ex poliziotto ed ex editore Castelvecchi, che adesso fa parte di VeDrò, una vera e propria lobby trasversale di centrodestra e di centrosinistra (a capo, il pdemocristiano Letta e la finiana Bongiorno), nella cui attività si legge bene quella nefasta trasversalità (che non può che appiattirsi sulla prospettiva generazionale) di cui il progetto renziano è prodotto.
Matteo Renzi è un uomo pericoloso, e così il suo progetto politico. Partiamo dalla persona. Renzi è pericoloso perché di cartapesta. Come quei mostri dei fumetti che li colpisci e si sgonfiano, ché dentro non c’era nulla. E’ proprio questa la sua massima pericolosità: dentro Renzi c’è il nulla. Ma il nulla, se messo bene in scena, risulta simpatico. E’ adattivo. Scivola, si dà la forma che il contesto richiede. Il Renzi, quando parla, recita la parte del furbetto, ma è una parte serena. Non si scompone mai, sorride, ammicca, è un muro di gomma che evita ogni tipo di rappresentazione del conflitto – inscrivendosi così in quella che è la sua vera heimat, quella democristiana.

Marco Rovelli, da: http://www.nazioneindiana.com/2011/11/02/noi-siamo-i-giovani-del-surf



Il Waso Ming appartiene alla generazione dei Matteo Renzi: vivono di immagine e usano schemi espressivi prestabiliti, come i moduli prestampati con le caselle bianche da compilare. Il loro scopo è di falsare metodicamente la realtà raccontandola di scorcio, in modo da riuscire a non smentirla mentre la sbugiardano. E’ l’arte della mistificazione con cui si fa carriera autoscagionandosi costantemente e trasformando le sconfitte in sedicenti vittorie attraverso la lente deformante della contraffazione dei fatti, mai riportati in quanto tali, ma sempre riferiti in maniera soggettiva pro domo propria. Purtroppo, costui è l’ennesima fotografia (in sedicesimo) dell’Italia di oggi, dopo che per vent’anni un carotaio si è fatto passare — col beneplacito di mezza popolazione — per imprenditore e statista. E incensurato!
Parafrasando Ernesto Calindri: «Dura Ming! Non dura, non può durare».

L’amico che mi fa visita in sogno, richiamando: http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/wu-ming-dura-ming-povero-chiambretti-prigioniero-di-una-audience-infedele