precarietà


Sempre in quel vecchio (ma sempre attuale) manuale sulla migliore gestione del proprio tempo, leggo che la scarsa fiducia in se stessi impedisce di fare scelte coraggiose, perché si è erroneamente convinti che l’esito sarà negativo. Così, la paura del fallimento ci lega le mani a tempo indeterminato. Questa dannata paura, dunque, ha un impiego stabile, mentre chi la ospita si sente (o è) dannatamente precario: mi sembra un’ingiustizia intollerabile. Le parti devono invertirsi: noi stabili, decisi ad andare avanti senza incertezze, e lei precaria, a un passo dal non-rinnovo del contratto.