macero

Da diversi giorni (forse qualche settimana) su Radiodue passa insistentemente uno spot in cui s’invita all’acquisto dei Tascabili Einaudi, definiti imprescindibili e irresistibili, scontati del 25%.
Una roba simile non l’avevo mai sentita: pubblicizzare per radio una collana editoriale, considerata “quasi-d’élite”, per giunta semi-svenduta. In genere, in questo modo si pubblicizzano i “collezionabili” allegati ai giornali, che sono tutt’altra cosa.
Questo può far sorgere due ipotesi.

1) I Tascabili Einaudi hanno un tale successo di vendite, vanno così a ruba nelle librerie, che si è deciso di tentare il “colpaccio”: farne la collana di libri più letta in Italia, quella che non manca in nessuna casa, in modo da fagocitare e annientare le collane concorrenti. Una specie di avventura imperialistica, da fare anche a costo di perdere un quarto dei ricavi di vendita (oltre a sostenere le spese per la campagna pubblicitaria).

2) I Tascabili Einaudi si vendono sempre meno e fanno molta giacenza, che – come sappiamo – genera costi non più sopportabili (secondo i canoni di oggi). Quindi, per liberarsi di tutta quella merce invenduta, si inizia a fare ciò che si farebbe con qualsiasi altra merce invenduta: i saldi (a volte definiti eufemisticamente “vendite promozionali”). Perché il rischio di macero s’avvicina pericolosamente.

Nel riflettere sulla questione, mi torna in mente un personaggio satirico interpretato ai tempi d’oro da Corrado Guzzanti: il giovane guru capelluto che, seduto di fronte a un monolito di legno, alle domande sulle questioni della vita rispondeva: “La seconda che hai detto!”.

 

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