Detective Fiction: una genealogia


«Perché la gente legge I polizieschi? Forse una delle risposte a questa domanda è che la gente li legge perché c’è chi li scrive. E perché c’è chi li scrive? Beh, secondo il dr. Samuel Johnson, non c’è mai stato chi abbia scritto e non l’abbia fatto per denaro. Per anni ho attribuito il primo racconto giallo a Carolyn Keene creatrice di Nancy Drew, pur sapendo benissimo che il credito spetta a un signore di nome Poe. Avevo letto prima la Keene e, secondo la mia personale cronologia, l’onore toccava a lei.»

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Così inizia l’introduzione di Oreste Del Buono a I padri fondatori. Il “giallo” da Jahvè a Voltaire, Einaudi Tascabili, Torino 1991.
In questo piccolo libro “fondante” si mostra come la narrativa poliziesca può vantare illustri origini: dalla Bibbia alle Mille e una notte, dalle Storie di Erodoto all’Eneide di Virgilio, dall’Amleto di Shakespeare a Zadig di Voltaire.

Ma proviamo a riflettere sul concetto di genere.
Mentre molti pensano che la letteratura – in quanto tale – vada oltre i generi, che sarebbero quindi un’invenzione moderna, c’è invece chi sostiene che la letteratura sia sempre esistita come sistema di generi. Secondo quest’ultimo punto di vista, ogni nuovo genere letterario che nasce rappresenterebbe l’evoluzione di uno o più generi precedenti. Così come ogni grande scrittore, in ogni epoca, si sarebbe rifatto o ispirato ad autori precedenti.

Sull’origine del genere poliziesco, inteso come indagine su un mistero legato a un delitto, le teorie sono diverse. Ci sono quelle che ne identificano l’origine con l’opera di un singolo autore (facendo coincidere, ad esempio, la nascita del poliziesco coi racconti di Edgar Allan Poe), e ci sono quelle più retrospettive che – appunto – quando identificano un “caposcuola”, ritengono che abbia raccolto l’eredità del passato, rinnovandola con innesti originali o con varianti capaci di creare un salto di livello all’interno del genere.

Posto che nessun genere letterario nasce dal nulla, poiché alle sue spalle c’è sempre una trama sottile e complessa di antecedenti e influenze, nel dibattito sulle origini della letteratura poliziesca si possono distinguere tre orientamenti.
Quello dei cosiddetti puristi, che individuano il primo esempio di detective fiction nel racconto “The Murders in the Rue Morgue”, pubblicato nel 1841 da Edgar Allan Poe; quello dei cosiddetti filologi, che fanno risalire la genealogia dei detectives a un romanzo di William Godwin (il padre dell’autrice di Frankenstein) intitolato Caleb Williams, apparso in Inghilterra nel 1794; e quello degli enciclopedisti, pronti a cogliere paradigmi polizieschi negli ambiti più diversi della letteratura antica e moderna, a partire dalla Bibbia: come si ricorderà, infatti, il primo furto – scoperto e punito – avvenne nel giardino dell’Eden.

 

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