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Qui sembrava
che dovesse venire un temporale e invece poi non è successo niente. Quest’anno non ha piovuto quasi mai: anch’io, pur non possedendo della terra, sono preoccupata per la siccità…
In certi momenti oggi mi sono sentita un po’ triste. A volte mi sembra tutto inutile quello che faccio. E poi questo mondo non mi piace, se ci penso bene. Però dentro me c’è lo stesso una felicità sotto la tristezza: sono felicissima di vivere, anche quando sono triste.
E quando sono tornata a casa ho trovato la tua lettera nella buchetta della posta: è stupenda e mi piacciono moltissimo i tuoi disegni! Ma sai che quell’albero è identico al “mio” albero, quello su cui mi arrampicavo sempre? C’era anche una panchina proprio in quella stessa posizione rispetto all’albero! Comunque, anche tu meriti tanto, non dubitarne più. A volte ti senti un po’ fuori posto, ti vengono dei dubbi, ti senti inutile: ma sarebbe molto peggio se fossi ottusamente convinto di non sbagliare mai, come tanti arroganti che ci sono in giro. Tu sei sensibile e questo un po’ ti fa star male, ma se non lo fossi non sapresti neanche riconoscere e godere delle cose belle che hai intorno. Non smettere di scrivermi: per me le tue lettere sono come un alimento, se restassi senza mi sentirei disidratare. A volte mi commuovono, come ora: che bello quando mi rincuori così, mi dai qualcosa che mi accompagnerà per sempre, mi dici cose che mi resteranno stampate nel cuore e nella consapevolezza di me.
Oggi, nonostante tutto il lavoro da fare, ho trovato il tempo per leggere un racconto di Woolrich assolutamente tremendo e disperante, e una cosa che sto notando è che nei suoi romanzi e nei suoi racconti lui parla sempre d’amore, anzi spesso l’amore è la molla da cui parte tutta la storia. Siccome sono un po’ romantica, la cosa non mi dispiace affatto, anzi (solo che finisce quasi sempre male…!).


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