bike

Stamane sono uscito per la pedalata un po’ più tardi. Ho preso la direzione monte, quindi ho percorso un bel tratto in salita. I rapporti della bike erano al massimo della morbidezza, quindi i giri di pedale erano numerosi e facilitavano la marcia, ma la faccenda s’è rivelata dura lo stesso. Questa pratica salutista può ben investire anche la sfera esistenziale, come sappiamo: vedremo gli sviluppi. La temperatura è ben diversa da poco tempo fa, quando dovevo scegliere le ore mattutine per far le mie uscite: ad esempio alle sette, quando l’aria era più salubre. Voglio rinforzare le gambe, renderle capaci di affrontare lunghi tragitti, anche in salita. Quanto tempo ho perso, mi vien da pensare, in cui avrei potuto allenarmi: ma far pensieri così è dannoso, quindi non mi ci metto neppure. Si deve passare all’azione: il presente che si proietta nel futuro, ma soprattutto il presente vissuto nella sua continuità positiva. Anche se, a volte, qualcuno mi dice – o mi fa pensare – che ho sbagliato epoca.

 

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