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E poi, mi esalto a pensare che questa sarà la “nostra” estate, che vorrei fosse la prima di una lunga, lunghissima serie. Ho sempre associato l’estate ai piaceri letterari: la lettura e la creazione, favorite dagli scenari naturali amici (come boschi e spiagge, e case di vacanza, e riposanti meditazioni al tepore del giorno e della sera). Questi piaceri, con te, acquisteranno finalmente un senso e un’esperienza vera, perché finora li ho soprattutto vagheggiati e, ti confesso, poco gustati. Essere con te significa che tutto è diverso, che tutto è pieno, che tutto è reale, vissuto cioè con la partecipazione dei sensi. E vivere questi piaceri letterari, con l’idea stessa che portano con sé (da sempre vagheggiata e mai colta appieno, magari attraverso le foto degli scrittori di una volta che creavano e discutevano e riposavano in un giardino o in un incontro conviviale), viverli insieme a te significa vivere una nuova stagione della vita. Una stagione in cui tutto diventa veramente godibile, in cui la bellezza e la felicità del vivere “si vestono”, cioè diventano visibili e si possono toccare, in modo da poter dire: “ecco, oggi sono felice perché sto leggendo questa cosa, che poi me ne farà scrivere un’altra, e mi farà pensare questo, che racconterò a lei che è vicino a me, e magari l’ha letta con me e mi ha guardato sorridendo, e mi ha parlato facendomi scoprire quell’altra cosa che non conoscevo, e facendomi capire quella situazione che non avevo sospettato, e dandomi uno spunto per inventare e immaginare quest’altro…
Tu sei la mia nuova stagione, una stagione che vorrei non finisse, fatta di estati, autunni, inverni, primavere vissuti davvero, in una natura che finalmente diventa amica. E tutto questo abitando con te il mondo.

 

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