Media(sun)set

A Piazza Affari è da otto sedute consecutive che il titolo Mediaset è in ribasso: ieri ha preso l’ultimo colpo, chiudendo in calo del 3,11% dopo essere scivolato fino a -3,5%, quando al Tribunale di Milano c’è stata la lettura della sentenza di condanna (in primo grado) per Silvio Berlusconi a quattro anni di carcere.
Il processo – iniziato nel 2006 – è quello sulla presunta frode fiscale per 470 milioni di euro nella compravendita di diritti cinematografici e televisivi da parte di Mediaset (major cinematografiche americane avrebbero venduto i diritti a due società off-shore, le quali li avrebbero rivenduti a Mediaset a prezzi gonfiati, per aggirare il fisco italiano e creare fondi neri a disposizione di Berlusconi). L’attuale presidente Fedele Confalonieri invece, imputato con la stessa accusa, è stato assolto per non aver commesso il fatto. Significativo che la condanna sia stata superiore alla richiesta del pubblico ministero, Fabio De Pasquale, che aveva chiesto 3 anni e 8 mesi per Berlusconi e a 3 anni e 4 mesi per Confalonieri.
Dall’inizio dell’anno il titolo Mediaset è crollato del 36%, e con questa condanna si acuiscono i timori sui conti del gruppo, in una fase in cui la raccolta pubblicitaria su giornali e tv è in drastico calo. Una reazione del mercato più che comprensibile: visto che gran parte del sistema mediatico sta spingendo sulla demonizzazione dei reati fiscali e che l’ex-premier ha appena annunciato di non voler tornare al potere, è facile temere una futura regolamentazione che penalizzerà le sue aziende.
Mediaset Sunset, dice qualcuno.

 

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