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Proprio prima
pensavo a come mi fai sentire bella. Non mi sono mai sentita brutta, però così bella come mi fai sentire tu non mi sono mai vista… È meraviglioso, il sogno di ogni donna, meglio di centomila sedute psicoanalitiche o non so che altro. Non pensavo che fosse così inebriante sentirsi bella, e poi mi fa venir voglia di esserlo ancora di più. E mi fa sentire più sicura con gli altri. Vedi che la cura funziona? Magari tutte le terapie e tutti i “medici” fossero così! Con te riesco a essere me stessa senza paura e a dirti tutto. Poi mi ha commossa ed entusiasmata quando hai dipinto una sorta di paradiso che per noi può essere concreto e reale, un meraviglioso intreccio di letteratura e sensualità, uno scambio intellettuale, fisico e spirituale insieme. Come un “manifesto programmatico”: anche questo dev’essere di stimolo per ritrovare ciò che abbiamo perduto.
Ma volevo dirti del libro di stamattina: è “terribile”, ma in senso buono. In certi momenti mi ha fatto anche pensare a te (non in generale, perché fortunatamente non sei un pazzo schizofrenico come il protagonista…)  e a certi nostri discorsi. È uno dei libri che dobbiamo decidere se è adatto a ragazzi di 14/15 anni, s’intitola “L’uomo che credeva di essere se stesso” e l’autore è David Ambrose. Be’, parla di un uomo che dopo un incidente crede di essere in un certo modo e di avere una certa vita, ma in realtà è tutta un’illusione, è come se in lui ci fosse un’altra persona autonoma e diversa. Detta così sembra una stupidata, ma ti assicuro che non lo è: intanto l’autore crea una tensione fortissima perché da un lato c’è lui con le sue convinzioni, dall’altro il Resto del mondo (tra cui la moglie) che non gli crede, così si genera un senso d’impotenza fortissimo. Sembra una situazione decisamente pirandelliana, mi veniva in mente “Così è se vi pare” (dove ognuno racconta una sua verità e ognuno sembra avere ragione e non sai più chi è il matto e chi no, perciò a te, lettore, sembra d’impazzire), ma molto più drammatica che in Pirandello. A un tratto, leggendo, sembrava che anche la mia mente dovesse dividersi in due per star dietro alla situazione. Considera anche che l’ho letto per tre ore di seguito! Mi ha smosso qualcosa dentro perché questa seconda voce non la vedo solo in negativo, ma anche come la possibilità di un’alternativa che noi tutti abbiamo, la possibilità di dire: la mia vita così non mi piace, è giusta per gli altri ma non piace a me. E ci ho ritrovato molto di certi nostri discorsi: per questo mi piacerebbe che lo leggessi anche tu quando l’avrò finito, che ne dici?