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A proposito
della lettera di ieri: mi è piaciuto moltissimo quando hai scritto che notiamo le stesse cose e guardiamo la realtà con gli stessi occhi. È vero! Ed è anche vero che, dove abbiamo qualche diversità di veduta, ci sappiamo rispettare in pieno. È per questo che con te riesco a essere me stessa: perché mi sento rispettata e non giudicata. Non dimentico quando, dopo averti raccontato alcune delle mie vicissitudini, ti dissi che mi vergognavo, che temevo il tuo giudizio, che non mi apprezzassi più. E tu invece mi rassicurasti con tanta convinzione: proprio come anch’io non ti giudicherei mai per i tuoi comportamenti o le tue idee.
Oggi ho pensato a ieri, alle cose che ci siamo detti; e anche alle tue lacrime, dopo cena. Devi smetterla di tormentarti: devi sentirti sicuro, e sicuro sul fatto che non devi sentirti così “responsabile” per me, cioè mi piace ed è giusto che tu senta un po’ di responsabilità nei miei confronti (anch’io la sento per te), ma non al punto da caricarti di tutto un peso che in questo momento io non sento neanche!

 

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