DetFic 13: il romanzo ideologico di William Godwin (II)

william godwin journal


Things as They are; or the Adventures of Caleb Williams
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Sin dal titolo, il romanzo si presenta come una ricognizione realistica dell’Inghilterra di fine Settecento. Nasce come romanzo giacobino, pregno dell’ideologia dell’autore, che condanna l’istituzione monarchica e allo stesso tempo rifiuta il regime democratico: Godwin, fiducioso nella perfettibilità dell’uomo e nel sistema di convivenza sociale, sostiene che è necessario abolire le leggi, le prigioni, la proprietà privata, il matrimonio e la chiesa.

Infatti, nella prefazione del 1794, l’autore pone in rilievo il valore di pamphlet del romanzo, spiegando di aver tracciato un quadro delle cose “così come sono” perché in esse si specchia il governo politico, il cui spirito deviante s’infiltra in ogni strato della società. Ma, quando il romanzo viene ripubblicato nel 1831, col solo titolo di Caleb Williams, ormai gli ideali giacobini sono in declino e gli intenti ideologici sono stati oscurati dal ritratto del protagonista e dalla forza coinvolgente della storia.

Godwin ricorda di aver concepito il progetto di un libro d’avventure sostenuto da un potente motivo d’interesse, e di aver seguito un metodo compositivo “inverso”, ideando dapprima il terzo volume, poi il secondo, e infine il primo. Partire dall’epilogo per arrivare all’incipit gli avrebbe consentito di costruire una trama incalzante e priva di smagliature, capace di catturare l’attenzione del lettore.

Questo, dunque, è il dato rilevante: Godwin concepisce prima l’effetto e poi la causa, dando al romanzo la coerenza strutturale (unity of design) tipica del novel, in cui l’autore ha una tesi da illustrare e considera superfluo tutto ciò che non è funzionale al procedere della trama o alla descrizione di una situazione o di un personaggio.

Edgar_Allan_Poe_portrait_BL’eredità di Godwin verrà in seguito raccolta da Edgar Allan Poe, che allude più volte al metodo di composizione dello scrittore, sostenendo che la trama è una costruzione complessa che dev’essere determinata in tutte le sue componenti ancor prima d’iniziare a scrivere, e che nessun elemento del plot può essere alterato senza stravolgerne la struttura.

In particolare, secondo Poe, il metodo “inverso” di Godwin riflette il modo di ragionare induttivo tipico del detective: partendo dalla causa, si cerca di risalire agli effetti che l’hanno determinata. Ma mentre in Poe (e, più in generale, nei detective novelists) economia e coesione suscitano un piacere di tipo “enigmistico”, in Godwin esse hanno l’unico scopo di meglio istruire. Ciò non toglie che lo stile incalzante di Caleb Williams induce a un passo svelto di lettura e lo rende, più che un romanzo impegnato, un proto-romanzo poliziesco. Caleb Williams, dunque, può essere considerato un antecedente diretto del poliziesco alla Poe. In primo luogo per il metodo compositivo, che richiede un piano, rispetta certe regole e sa in ogni momento dov’è diretto. In secondo luogo, per l’indagine psicologica che accompagna la “unity of design”, del tutto simile al metodo di Poe, secondo cui le azioni umane obbediscono a leggi e sono quindi prevedibili. In terzo luogo, per la materia narrativa basata su elementi di matrice poliziesca, quali l’omicidio, l’indagine, la scoperta del colpevole; e poi la calunnia, il furto, la prigione, l’evasione, l’inseguimento, il processo.


Caleb Williams apprendista detective

tumblr_m1tw20o15C1rs8cvco1_r1_400Pur essendo sprovvisto di una formazione specifica, Caleb è dotato di una “inquisitive mind”: non trascura di trarre preziose informazioni da conversazioni e da libri. Con la mente sempre all’erta, dimostra quella particolare sensibilità per le concatenazioni di cause ed effetti che costituisce il marchio dell’investigatore. La sua passione per la logica si traduce anche nell’ossessione di “leggere” nell’animo umano: proprio alla lettura è riconducibile il lavoro che Falkland svolge insieme al segretario, il cui compito è scrivere sotto dettatura saggi letterari, spesso consistenti in “an analytical survey of the plans of different authors, and conjectural speculations upon hints they afforded, tending either to the detection of their errors or the carrying forward their discoveries”.

La terminologia che troviamo in questo frammento – analytical survey, conjectural speculations, detection, discoveries – non potrebbe essere più allusiva: in pratica, è lo stesso Falkland ad iniziare Caleb al metodo d’indagine che questi applicherà.
Alla formazione dell’apprendista detective, tuttavia, non concorrono soltanto le doti logiche, la capacità di osservazione e la curiosità, ma anche la conoscenza della letteratura criminale. La natura di queste letture è rivelata dal personaggio stesso: rifugiatosi a Londra per sfuggire alla prigione, Caleb sopravvive pubblicando racconti, ma invece di attingere a una vena personale, sfrutta “the resource of translation” e, grazie alla sua ottima memoria, riscrive i libri che ha letto, tra cui le storie di Cartouche e Guzmàn de Alfarache.

A ben vedere, la posizione di Caleb sta a metà fra il detective e il ladro: lo dimostra l’episodio in cui, per trovare conferma ai propri sospetti su Falkland, tenta di forzare il suo baule. Caleb, raccogliendo informazioni sul padrone, spiando ogni sua espressione, leggendo una lettera a lui indirizzata, compie un vero e proprio furto metaforico. Investigare appare dunque più un vizio che una missione: già conosciamo la scarsa simpatia che i delatori e i thief-takers esercitano sull’opinione pubblica dell’epoca; a essa corrisponde la situazione ambigua dell’investigatore, la cui indagine mira alla distruzione di un gentiluomo che ha ucciso in un momento di follia. Anche se, in realtà, è più grave il secondo crimine di Falkland: quello di lasciar condannare due innocenti al posto suo, per un eccessivo senso dell’onore.

Del resto, l’onore è il fondamento di una società stratificata, dove l’aristocrazia fonda il suo potere sulla solidarietà di classe e sul continuo mantenimento di un equilibrio al suo interno. La perdita dell’onore avrebbe comportato per Falkland un destino di proscrizione dai suoi pari, analogo a quello che egli, per vendetta, decide di infliggere a Caleb.


[L’immagine in cima riproduce due pagine del William Godwin’s journal, in cui William Godwin annota la nascita della figlia Mary – la futura Mary Shelley, autrice di Frankenstein, il più famoso romanzo gotico di tutti i tempi – il 30 agosto 1797, nell’ottavo dei 32 volumi del suo diario.
Bodleian Library, University of Oxford.]

 

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