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Risposta ad un invio


Ieri il nostro scambio incrociato di lettere è stato tremendo! Ne avevamo due per volta in circolazione! Non facevamo in tempo a rispondere a una che ne trovavamo un’altra arrivata nel frattempo! Ho passato tutta la sera a scriverti, alla fine (già ero stanca dalla giornata trascorsa). Ma è stato bello, vero? Eravamo come un fiume in piena, avevamo tutte quelle cose da dirci e non riuscivamo a fermarci. Dopo che ci siamo salutati, essendo stanchissima sono corsa subito a letto, ma avevo addosso ancora tutta l’agitazione della serata e non riuscivo a rilassarmi, allora ho letto un po’ de “L’uomo a rovescio” di Fred Vargas e – guarda caso – ecco cos’ho letto:
Lawrence faceva rotta verso Camille, tirando la moto al massimo. Giorni e notti che non la vedeva. Gli mancava tutto. Le sue parole, il suo viso, il suo corpo. Aveva vissuto momenti massacranti, e aveva bisogno di lei. Camille lo tirava fuori dal silenzio, dall’isolamento.
Ho pensato alle volte che sei corso da me, perché avevi bisogno di vedermi. Per esempio quando ero in biblioteca e non dovevamo vederci, ma a un certo punto tu m’hai mandato un messaggio dicendo che avevi bisogno di venire da me solo per mangiare un tramezzino insieme e poi tornavi subito via, e io all’una son venuta lì e tu m’hai abbracciata e ti sei messo a piangere perché eri triste a causa del tuo malessere. Ti ricordi? Però quel brano descrive anche l’urgenza che provo io; ho lo stesso bisogno di vederti che Lawrence prova per Camille e che tu provi per me. Siamo uguali in questo: sia a me che a te manca tutto dell’altro. E ci tiriamo fuori reciprocamente dal silenzio e dall’isolamento. Perciò, dopo aver letto questo brano e esser stata inondata da questi pensieri rassicuranti, mi sono sentita rilassata e tranquilla e ho potuto dormire serena (un grazie a Fred Vargas!).

 

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