Autopsie: Stronzi e Rompicoglioni

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L’espressione inglese bullshit (letteralmente, “merda di toro”) vuol significare quella “schifezza” o “robaccia” che non è semplicemente inutile, ma che fa danni e inquina il pensiero e l’opinione pubblica.
Come, ad esempio, certe teorie a-scientifiche o pseudo-scientifiche (il rapimento alieno, la medicina esoterica, le percezioni extrasensoriali ecc.) che pare vengano spesso propagandate per secondi fini, anche finanziari o di lobby.

Ebbene, stavolta il volume che ci è stato inviato dalla resiliente Gaia Conventi per un esame autoptico rientra senza dubbio nella categoria bullshit.
Non solo ne ha l’aspetto, confermato dai contenuti che si sono rivelati, ma ne presenta anche l’odore. Sia chiaro, l’odore di bullshit non è quello di escremento: è qualcosa di particolare, non assimilabile ad altri odori a cui si è abituati, ed è difficile da descrivere per similitudini.

Il volumetto, intitolato Perché gli uomini sono stronzi e le donne rompicoglioni, è una brossuretta di 154 pagine, di cui 24 bianche (tanto per sprecare carta). Pesa 175 grammi e misura cm. 21,5 x 14 x 1.

Il titolo ha un tasso di originalità prossimo allo zero, vista la quantità di titoli analoghi presenti sul mercato:
Perché gli uomini possono fare solo una cosa per voltaPerché gli uomini sono fissati con il sessoPerché gli uomini lasciano sempre alzata l’asse del waterPerché gli uomini sposano le stronzePerché gli uomini vengono così in fretta e le donne fanno sempre fintaPerché gli  uomini non si ricodano niente e le donne non dimenticano maiPerché gli uomini non fanno più la cortePerché gli uomini fanno sesso con il lavoro e le donne se ne innamoranoPerché gli uomini preferiscono le biondePerché gli uomini picchiano le donne; Perché gli uomini tradiscono le donne (e viceversa)Perché gli uomini hanno paura del matrimonio  ecc.

A dire il vero, la recensione che Gaia Conventi ha fatto di questo libro è tutto sommato benigna: non ha calcato la mano nel sottolinearne le caratteristiche coprologiche, al punto da dare l’impressione di averlo quasi graziato.

Ora, poiché non è stato possibile isolare due pagine a campione per effettuare manualmente l’autopsia, vista l’enorme e pervasiva quantità di scemenze sparate dall’inizio alla fine, abbiamo inserito il volume nella speciale macchina esaminatrice chiamata Bullshit Detector, fiore all’occhiello del nostro laboratorio.

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Il Bullshit Detector è un apparecchio di avanzata tecnologia in grado di leggere il libro in esame, trovarne le occorrenze e le correlazioni, incrociarne le componenti semantiche e lessicali, per darne un quadro finale “analitico-sintetico” che ne rispecchi sia la struttura sia la valenza contenutistica, al fine di stabilire se si tratta di bullshit.
Grazie a questo prodigio della tecnologia, si sono estratte rapidamente tutte le “stronzate” che sono contenute in questo libretto, senza doverlo leggere per intero.

Partiamo dunque dalle prime dichiarazioni programmatiche.

Pag. 9:

La delirante ambizione di questo libro non è alimentare il dibattito sulle differenze tra uomini e donne, ma porvi fine.

Pag. 10:

GLI UOMINI SONO STRONZI.
LE DONNE SONO ROMPICOGLIONI.

Pag. 11:

A supporto della mia tesi intervengono praticamente tutte le acquisizioni antiche e recenti delle scienze che si sono occupate dell’argomento: storia, psicologia, sociologia, antropologia, paletnologia, medicina, andrologia, ginecologia, per citarne alcune. […]
Infine, vi anticipo una delle vere leccornie contenute nel libro: il compendio dei nuovi principi della diversità. In realtà, all’inizio della mia stesura questa chicca non era prevista. È stato proprio scrivendo e pensando che mi è sorta l’idea di fissare in forma sintetica, sistematica e, lo ammetto, a tratti solenne, le acquisizioni che in un crescendo impetuoso andavano assommandosi nella mia mente e, subito dopo, nel mio testo.


Siamo davvero impressionati. Tuttavia, già nei primi ragionamenti troviamo qualche scivolata: per esempio, andrologia e ginecologia sono citate come scienze, mentre la scienza propria è la medicina, ed esse sono solo sue branche. Ma ovviamente si è voluto citarle per richiamare il pene e la vagina, che sospettiamo essere i concetti-cardine della trattazione.

Inoltre, “le acquisizioni che in un crescendo impetuoso andavano assommandosi nella mia mente” e che finivano nel testo “subito dopo” (quindi senza nemmeno lasciarle decantare), non offrono un buon auspicio per la qualità del seguito.

Infatti, a pag. 15 e 16 ci si mette a parlare di CACCA:

Cominciamo dalla barzelletta.
Un signore confida a un amico che andrà da uno psicanalista perché a trent’anni si fa ancora la cacca addosso. Dopo qualche tempo i due amici si incontrano di nuovo. Alla domanda se l’incontinente ha superato il suo problema, questi risponde sorridente di sì, che l’ha superato. L’amico si rallegra e formula un’ulteriore domanda che appare retorica: “Allora non te la fai più addosso?”. La risposta, inattesa quanto lineare, è:”Sì, ma non me ne frega niente”.
Problema innegabilmente superato. Il problema con se stesso, naturalmente.

caccaInnegabilmente superato? Uno che continua a farsi la cacca addosso ha superato un problema? Sembra che i nostri timori iniziali si stiano avverando in maniera brutale. Ecco cosa succede a lasciar “assommare impetuosamente” le cose nella testa e poi riversarle subito nel testo scritto: poveri noi, chissà cosa troveremo dopo.

Infatti, a pag. 18 si continua a parlare di CACCA:

Al contrario, stronzo è parola intransitiva.
Il suo significato originario è infatti una porzione o un segmento di feci che di per sé non compie alcuna azione direttamente e volontariamente rivolta a un altro essere o entità.
Ai fini della nostra analisi sarà utile a questo punto notare che gli inglesi, ma soprattutto le inglesi, per esprimere lo stesso concetto hanno scelto una parola alquanto prossima, almeno dal punto di vista geo-anatomico, a quella italiana.
La parola è ass-hole. Letteralmente: Buco del culo.

Oh, che meraviglia. Questo concorda con la nostra premessa: se in inglese lo stronzo è ass-hole, questa trattazione che se ne sta occupando non è che bull-shit, né più né meno.

A pag. 19 segue una precisazione sull’analogia fra stronzo e buco del culo:

Entrambi, diciamolo con indulgenza, tendono a puzzare. […]
Quindi: due cose che puzzano, stando per conto loro.

Qui ci limitiamo a osservare che il culo puzza soprattutto se non lo si lava, e non sappiamo se l’argomentatore tiene conto di questo fatto.

Ma non basta: a pag. 21 (siamo solo all’inizio del volume, si badi) si insiste sulla cacca che puzza:

Dall’altra parte, poiché abbiamo visto che uno stronzo da solo non fa male a nessuno, è proprio l’avvicinamento della donna che dà un senso compiuto alla sua esistenza, facendo sì che la sua stronzaggine si manifesti, si esprima.
Insomma, uno stronzo non puzza se non c’è qualcuno che lo annusa.

Dunque: di fronte a tanto fine argomentare, bisogna davvero fermarsi a riflettere. Un escremento, se abbiamo capito, puzzerebbe solo se uno va a metterci il naso sopra. E se ad avvicinarsi è una donna, l’escremento si metterebbe a puzzare sua sponte, perché stimolato dalla presenza femminile. Altrimenti resterebbe per conto suo, senza dar fastidio.
Ah, sì? Davvero? Vogliamo provare ad accovacciarci in mezzo a una stanza, evacuare l’intestino e  poi andarcene chiudendo la porta? Proviamo. Se poi qualcuno entra in quella stanza, non sente nulla? O viene investito da un puzzo spaventoso che lo ricaccia indietro?
Siamo quanto meno perplessi: di questo passo l’analisi di questo libercolo diverrà sul serio coprologica, e allora ci si dovrà fermare.

A pag. 39 l’autore afferma:

In verità, non ho dovuto riflettere a lungo per giungere a una conclusione ferma e certa. Mi è bastato, come sempre, far ricorso all’esperienza diretta e riferita da molti, anzi tutti gli amici e le amiche con cui mi è capitato di  parlar d’amore, a ogni differente età della mia e della loro vita.

Fermiamoci un attimo e cerchiamo di capire. Come abbiamo visto, mentre l’autore scriveva e pensava, le acquisizioni andavano assommandosi impetuosamente nella sua testa per poi passare subito nel testo; naturalmente, erano supportate da molte scienze dell’umanità. Dopodiché, per giungere a una “conclusione ferma e certa” che riguarda tutto l’universo umano, non si è dovuto riflettere a lungo, no: è stato sufficiente “far ricorso all’esperienza diretta e riferita da molti, anzi tutti gli amici e le amiche con cui mi è capitato di  parlar d’amore”.
Capito? È tutto semplice, che credevate? La complessità del reale, su cui l’uomo s’interroga da millenni, in realtà non esiste: è solo un’impressione. Anzi, è un complotto dell’egemonia culturale della sinistra, che già ha fatto danni invocando la crisi che non c’era e facendola arrivare a forza d’invocarla: e tutto questo solo per l’invidia e l’odio che prova verso i ricchi.

Ma andiamo avanti: sì, continuiamo a farci del male.

Pag. 43:

Tra le cose spiegate (o confermate) da questa legge di base, c’è anche un geniale, delizioso testo che molti di voi avranno letto in rete per averlo ricevuto, a riprova della sua scientifica imparzialità, da amici uomini e amiche donne.

simpson_013_jpg_wirsBene: ancora con gli amici e le amiche degli amici e delle amiche che fanno girare i testi geniali in Rete.

Pag. 48:

C’è un meraviglioso episodio dei Simpson che illumina e rappresenta in modo magistrale questa legge.

Bene, bene, avanti anche coi Simpson.

Pag. 52:

Tutto ciò è magistralmente sintetizzato in una storiella che gira per il Web e che ripeterò a memoria.

Ma certo, le storielle che girano per il Web: ci mancherebbe, siamo qui per questo.
Avanti, avanti.

Pag. 66:

Non è un caso che la maggior parte dei maschi usi per definire l’atto sessuale il verbo scopare, mentre la maggior parte delle donne utilizza la locuzione fare l’amore, che collega indissolubilmente un’attività (fare) con una relazione (amore).
Quindi, il maschio scopa qualcuno. La femmina fa l’amore con qualcuno.

Pag. 68:

E allora, già che ci siamo, abbattiamo anche il tabù della prostituzione. Ci si continua a stupire che gli uomini vadano a “puttane”. Ma che idiota ipocrisia!
È ovvio che gli uomini ci vogliano andare. Hanno una cosa da fare, e la fanno!
Se possono, gratis, se no, a pagamento.
Obiezione: lo fanno anche quelli che hanno una donna con cui farlo gratis.
Contro-obiezione: [bla bla bla bla… (omissis)]

Pag. 75:

Ma non affrettatevi ad attribuirmi credenze scontate e convenzionali. Vi stupirò.

Pag. 76:

In poche parole, il maschio deve espellere i suoi spermatozoi per riprodurre la specie, quindi la natura ha pensato bene di collegare questo atto necessario a un desiderio forte, insistente e quasi permanente, come il bisogno di bere e di mangiare.

Su questo, in effetti, si può convenire: noi  maschi ce l’abbiamo sempre dritto e siamo costantemente in cerca di una  fessura femminile in cui infilarlo. Ma si sapeva.

Pag. 77:

Ma al riparo dall’occhio giudicante della società o, peggio ancora, della partner, quasi tutti gli uomini sono in pratica sempre disponibili a fare sesso con un essere femminile sufficientemente attraente: un livello di avvenenza che gli uomini chiamano, con una colorita espressione, soglia di trombabilità.

Fermi. Qui comincia a sorgere il sospetto che l’autore si sia divertito alle spalle del  lettore, esibendosi in una specie di “tamarrata” intenzionale spacciata per convinzione sincera, mentre non ci credeva nemmeno lui.

Infatti, a pagina 90 c’è un intreccio di cornificazioni da far girare la testa, al punto che anche la macchina bullshit-detector ha avuto un rallentamento nell’elaborare i dati:

Innanzitutto, se Alberto, Bruno e Carlo fanno sesso con Jessica si registrano tre atti sessuali che vedono traditori tre uomini, tradite tre donne e traditrici nessuna, non essendo considerabile tradimento lo svolgimento da parte di una prostituta della sua professione alla luce del sole. O della luna.
[…]
Nel frattempo, come la vita ci insegna, Alberto ci prova con le donne di Bruno e di Carlo, Bruno con le donne di Carlo e Alberto e Carlo con le donne di Alberto e Bruno, ottenendo tutti e tre via libera solo da Federica e da Giovanna, e non da Emma, per le ragioni che vedremo più avanti.
[…]
I tentativi fra riusciti e non, diventano invece undici per gli uomini, poiché includono quelli verso Emma, e immaginando una pari complicità negli altri casi, si fermano a sei per le donne.
I traditori fanno ovviamente 3 a 2 per gli uomini.
Quanto ai traditi, farebbe 3 a 3, ma non possiamo ignorare la condizione di Emma che, sola fra sei (escludendo la coppia atipica Danny-Jessica) a essere tradita e non traditrice, incarna la crudele ma efficace definizione di “cornuta e mazziata”.


A questo punto, è inutile proseguire. All’inizio di pag. 95 si legge:

Bene. Ora che abbiamo saldamente in mano il bandolo, possiamo continuare a sbrogliare la matassa con una fiducia e un entusiasmo ben giustificati.

The-Bullshit-Button-ThecoolstuffhqFiducia ed entusiasmo? Dell’autore certamente, ma del lettore non si sa. Qui, guardando al concreto, l’unica cosa che si ha saldamente in mano è la consapevolezza di essere di fronte a pura bullshit: un fatto che il Detector ha univocamente certificato.

Se l’autore avesse preso i lettori per il naso, fingendo di fare sul serio, allora qualcuno potrebbe anche dirgli “Bravo”.
Ma non “bis”: perché quando si riceve una mestolata di bullshit nel piatto, poi non se ne chiede un’altra. A meno che non si sia coprofili.

(Data del referto, timbro, firma)

 

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