Lettori da laboratorio: voi siete i topi e i lit-blogger v’imboccano col libro giusto.

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Tempi moderni, amici miei. I lit-blogger si mettono alla prova, quanto conterà il loro lavoro online? Riusciranno davvero a far alzare le vendite di un libro? Forse che sì, forse che no. Per saperlo servono tre cose: la segretezza – i blogger si accordano a vostra insaputa –, un libro da testare – e guai a dire quale! – e una dotazione di topolini da laboratorio: voi.

Lo scopro grazie a questo post di Inchiostro bianco e non ci vuole un genio per capire come funziona. Metto al lavoro i miei nanetti da miniera e mi ritrovo con qualche informazione in più: pare esista un gruppo facebook a cui si accede solo su invito, lì qualche lit-scienziato ha deciso quale libro usare – gli sarà piaciuto particolarmente? glielo avrà suggerito la fatina dei denti? –, in che modo farlo circolare sui lit-blog – segnalandolo o recensendolo e soltanto in bene, almeno nella prima fase dello studio – per poi lasciar passare tot tempo – diciamo un mesetto – così da far decantare la pastura. A quel punto si contatta l’Associazione Italiana Editori per sapere se il titolo ha avuto un’impennata di vendite e la si mette a parte dell’esperimento: «Siamo stati noi, noi lit-blogger! E allora vedete che sbagliate a dire che non contiamo un cazzo?!».

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