rami

contorsioni_mf

Ieri mattina è venuto un mio vicino che ha tre cavalle che vivono libere nella sua terra. E’ venuto per potare un paio d’alberi che ne avevano bisogno, soprattutto un prugno (ornamentale, non da frutto, che fa le foglioline rosso scuro, quasi marroni) dall’aspetto annoso, vista la grossezza. Per molti anni non è stato potato, così i rami nuovi e i cosiddetti “succhioni” son cresciuti per i fatti loro, andando a creare intrichi fitti e disordinati. In più, lo scorso inverno la grossa nevicata (arrivata a marzo, nientemeno) aveva creato col suo peso delle aree di oppressione così forti — anche per gli intrichi troppo fitti che formavano come tettoie gravate da centimetri e centimetri di neve — che un grosso ramo si spezzò danneggiando quelli vicini. Visto che un altro ramo grosso s’era rotto nella nevicata dell’anno prima, l’albero restò mutilato in maniera brutale. Così, quando dovemmo tagliare il ramo penzolante, insieme a quelli vicini danneggiati, l’albero si ritrovò squilibrato, con in più quei brutti succhioni che puntano in alto infilandosi a intricare ulteriormente gli intrecci di rami. Così, ieri io e Umberto siamo saliti sulle scale e abbiamo tagliato e segato, soprattutto lui, che è il potatore, mentre io davo una mano seguendo le sue direttive. Ora il prugno è molto sfoltito, meno imponente, con grandi varchi nella chioma invernale, ma almeno s’è aperto degli spazi di luce che sono necessari al suo sviluppo. Ora che il sole sta arrivando, in pochi anni riprenderà forma e starà meglio di prima.