governare?

sondaggio-elezioni-2013

Dunque, di fatto le elezioni 2013 non le ha vinte nessuno, visto che nessuno ha la maggioranza per formare un nuovo governo. Dicono che i vincitori “morali” siano Beppe Grillo, che ha creato dal nulla un partito e lo ha portato al trionfo, e Silvio Berlusconi, che ancora una volta è resuscitato dopo esser stato dato per morto. Il centro montiano, su cui puntavano molti osservatori internazionali, ha fatto un mezzo flop ed è diventato poco influente per la futura vita politica. Dicono che non gli abbia fatto bene aver stretto un’alleanza con l’ex portavoce di Forlani e con l’ex missino Fini. Di certo ha perso il PD, che credeva di avere la vittoria in tasca e quindi non si è sprecato a fare campagna elettorale, perdendo di vista molte cose, fra cui il grande bisogno di risposte che hanno gli elettori, soprattutto sul tema delle tasse.
Ridurre il carico fiscale degli italiani sembra essere la vera priorità, e la sinistra non è il candidato ideale a prendersi questo impegno. Ora, se si vorrà governare sul serio (e il non farlo, cioè limitarsi a sopravvivere, sarebbe fatale) si dovrà ricorrere a quelle che all’estero vengono chiamate “grandi intese”, mentre da noi sono definite più prosaicamente “inciuci”, funzionali soprattutto alla sopravvivenza degli apparati politici.
Ma qui funziona così, non c’è da fare. E i mercati – ovviamente – hanno reagito male, perché un’Italia che probabilmente non riuscirà a darsi un governo diventerà sempre meno affidabile. Prestare soldi al nostro Paese sarà più rischioso, quindi chi deciderà di farlo pretenderà di essere renumerato di più. Così, la collettività dovrà pagare più interessi sul debito pubblico, e si ritroverà sempre più povera. Con la conseguenza che, invece di sperare di vedersi rimborsare l’IMU, bisognerà aspettarsi di vedersela aumentare.
L’ipotesi di uscire dall’Euro e non pagare più i nostri debiti è semplicemente folle, avrebbe effetti devastanti sulla vita di tutti, tranne forse i più ricchi, quindi è un tema assolutamente demagogico. Il problema, ormai chiarissimo, è che manca una classe dirigente seria e preparata, che possa risanare il paese senza millantare ricette miracolistiche, facendo un lavoro di riforme che non abbia paura di scontentare le caste e consorterie: quelle che coi loro privilegi tengono in ostaggio il Paese.

 

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