Edi-trash 2012/bis

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Gli editori non vogliono un pubblico di forti lettori informati perché è un pubblico esigente. Vogliono un pubblico più affidabile, più prevedibile, il tipo di pubblico che legge POCO e lo fa in base alla moda del momento e che non è in grado, perché ha pochissime letture alle spalle, di distinguere “attivamente” un testo bruttino da uno bello.
Al massimo questo tipo di pubblico distinguerà i testi oscenamente brutti da quelli decenti, ma pure qui gli editori stanno tirando sempre più la corda per vedere quanto può essere orrendo un testo prima che il pubblico se ne lamenti… Unika, Amon, Il Re Nero… un’editoria che lavora ragionando sul minimo termine, non sulla qualità.
Vomitevole.

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Emergenza Rifiuti: dalle Strade alle Librerie.
Un ringraziamento a tutti gli scrittori che lo hanno reso possibile!


Un pubblico privo di capacità critica e di gusti individuali sviluppati tramite moltissime letture (che appunto non ha fatto) è un pubblico ideale per l’editore-bandito perché il suo comportamento è “prevedibile” da esperti di marketing che non sanno NULLA di narrativa. Prevedibile nei limiti del possibile: come già detto all’inizio dell’articolo, il bias è talmente grande da distruggere le previsioni che siano più raffinate di “un paranormal romance coi vampiri potrebbe vendere bene”.
Né la qualità della scrittura né l’originalità delle opere sono rilevanti per valutare la vendibilità di un prodotto alla moda che va solo spinto in bocca ai lettori (strategia push) con articoli sui giornali, forme di pubblicità di scambio “gratuita” o pile di libri nei negozi. Gli addetti al marketing possono fare il loro lavoro senza problemi (se dovessero servire competenze da Editor per farlo, non potrebbero lavorare!).

Gli editori non vogliono un pubblico esigente, perché un pubblico esigente li costringerebbe a dover lavorare molto di più e con molte meno certezze di successo. In cambio ci sarebbe una crescita della lettura in generale e dei forti lettori in particolare, quindi un mercato più ricco e ampio sul medio e lungo periodo con però costi maggiori sul breve periodo. Tutta la fatica subito senza nessun vantaggio immediato: e il vantaggio immediato è alla base del capitalismo predatorio degli ultimi anni, ossessionato dalle quotazioni in Borsa e dai guadagni mese per mese.
Un pubblico esigente li giudicherebbe. Sarebbe come andare a fare l’idraulico malfattore in casa di un altro idraulico che lo smaschera e poi lo sputtana in pubblico. Meglio fare l’idraulico che si inventa i guasti per incassare 500 euro in casa di uno sprovveduto, no?

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http://www.steamfantasy.it/blog/2012/04/05/come-gli-editori-vi-vorrebbero-e-un-futuro-poco-roseo

 

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