piano quinquennale

mappa-mentale

Dunque, facciamo il piano quinquennale (una delle buone cose di una volta, alla maniera dell’Unione Sovietica). Scriviamo su un foglio i dieci obiettivi “operativi” e “di vita” che ci sembrano importanti. Si può disegnare la mappa dei traguardi futuri per aree di interesse: ad esempio il lavoro, la famiglia, la cultura, il sociale. Poi lasciamo decantare il tutto per una decina di giorni, in modo da sviluppare una riflessione che possa meglio definire quanto si è tracciato. Se a fare questo si avverte una resistenza emotiva, è perché ci si sente inconsciamente inadeguati ai traguardi da raggiungere: non bisogna dargli peso, perché sono paure infondate. Naturalmente, l’elenco degli obiettivi non dev’essere troppo complicato: meglio iniziare dai desideri più semplici e ovvi; è bene anche non pretendere un eccessivo rigore. Ecco, quest’ultima per me è la parte più difficile, essendo tipicamente un perfezionista.