caccia

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Tre spari in rapida successione, vicini. Ci sono alcuni cacciatori nella terra confinante, a giudicare dal latrare dei cani che fa da commento. Poi, poco fa, un altro sparo potente, stavolta più vicino, con tanto di eco che rimbalza sui fianchi più ripidi delle colline. Sembrano proprio qui accanto, eppure i cartelli di divieto ci sono e ben visibili: probabilmente si tengono di poco oltre la linea, o forse addirittura si nascondono nella boscaglia del mio confinante, che pure ha messo il divieto, che spesso viene eluso al riparo degli intrichi della vegetazione. Prima, quando ancora non avevo ottenuto il divieto di caccia, gli uomini passavano indisturbati nella mia terra coi fucili e i loro cani, con atteggiamento stolido e incurante; ora invece non si vedono più, anche se sembrano assediarmi da fuori.