agli Scrovegni

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Accadde che, per riscattarsi dalla condanna di usura, Scrovegni fece dipingere la grande cappella da Giotto. Nella composizione, Enrico si fa raffigurare collocato dalla parte dei beati (non poteva certo destinarsi alla dannazione), pur penitente per i peccati commessi. Per quella cappella Giovanni Pisano fece tre statue; Giotto decorò l’intera superficie muraria.

82invidiaGiotto a Padova aveva già dipinto la basilica di Sant’Antonio e il Palazzo della Ragione; il lavoro alla cappella durò solo due anni e terminò nel 1305.
Ci sono tre ordini sovrapposti di raffigurazioni che raccontano. In alto la storia di Maria: nella scena dell’Annunciazione c’è l’Eterno che osserva. Nella fascia intermedia, la vita di Gesù; nella fascia inferiore gli episodi della Passione.

Finti stucchi e finti marmi: Giotto, oltre a unire la narrazione alla pittura, scolpiva con la pittura (e già prefigurava la scoperta della prospettiva che sarebbe arrivata più tardi). I finti marmi, le decorazioni. Il blu, l’azzurro, profondi e sfumati. La resurrezione di Lazzaro. Le riunioni con gli apostoli, la Cena, il bacio di Giuda. La Passione, la Crocefissione, la Deposizione dalla croce. La Resurrezione, l’ascesa in Cielo. Il Cielo ci guarda e ci protegge.

933b075d09b4461c1eb4f9b3d3af2218_de680-http-www-rischiocalcolato-it-wp-content-uploads-2012-08-giotto-cappella-degli-scrovegni-satana-jpgNella parte bassa, nella parete sinistra le virtù teologali, in quella destra i sette vizi capitali. La figura che impersona l’invidia ha le fiamme intorno ai piedi e un serpente che esce dalla bocca.
In fondo alla cappella, Gesù assiso in un ovale contornato di angeli; ai due lati i dodici apostoli. Sotto, la Croce che divide a sinistra le schiere di angeli e a destra i dannati che soffrono per i tormenti, col gigantesco mostro che divora corpi umani.

 

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