con De Nittis

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De Nittis inizia come raffiguratore naturalistico della sua Puglia: un pittore verista, o veristicamente naturalista. Nell’Ottocento il verismo pittorico si prende l’incarico di approfondire il principio di verità: più dello storico e del letterato, è il pittore il soggetto che vede, che deve rendere la realtà nei colori e chiaroscuri che tutti vedono. Soggetti reali e attuali, non provenienti dal passato (che è appannaggio dello studioso e del letterato).

Il passaggio degli Appennini, 1867


Niente rievocazione storica, dunque, niente antiquaria. Il mondo andava riscoperto con la veduta autentica, in interazione (e in concorrenza) con la fotografia. Dunque, nei paesaggi il taglio quasi fotografico aboliva la messa in scena, l’abbellimento, l’allegoria, il punto di vista distante: lo spettatore del quadro non era come davanti a uno spettacolo teatrale, a una manipolazione narrativa, ma veniva attratto a partecipare alla vita dei personaggi e dell’ambiente raffigurati.

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Ma ciò che colpisce è il De Nittis degli anni seguenti, innanzitutto il De Nittis parigino, che raffigura lo stile dell’epoca e tocca il massimo con la Signora col cane (“Ritorno dalle corse”).

DE NITTIS ritorno dalle corse

Completamente diverso dal successivo De Nittis londinese: nei quadri londinesi si abbandona l’aura impressionistica per calarsi in una realtà diversa, si entra nel tessuto sociale della città. Il grigio tende a predominare, i volti sono ben caratterizzati (a differenza delle dame di Parigi, più connotate dagli abiti e solo accennate nei tratti somatici).

Giuseppe De Nittis - Tutt'Art@ (20)


Nelle vie di Londra i volti sono definiti, così le espressioni, e gli edifici sono resi in maniera particolareggiata. La vita cittadina rivela le diverse classi sociali: tanto le atmosfere parigine erano trasognate quanto quelle londinesi sono concrete e evocative di una precisa realtà socio-economica. Più foschia, meno seduzione dei colori; più prosaicità, meno eleganza.

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