Profezie falettiane

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Ma ciò che di davvero fenomenale si trova nei romanzi falettiani sono le ripetizioni di alcuni motivi. Uno fra tutti: quello, originalissimo, del contrasto fra il bianco e il nero e delle «varie tonalità di grigio» che passano fra i due estremi. Esso viene riproposto in ogni variante:

– Erano il bianco e il nero, due categorie estreme, in mezzo alle quali si stendeva una serie impressionante di sfumature di grigio (Io Uccido, pag. 13)
– Jordan era sicuro di non voler sentire altro. Per tutta la vita aveva vissuto nel mondo del bianco e nero che escludeva ogni possibile sfumatura intermedia. Dopo quello che gli era successo era stato suo malgrado proiettato verso ogni possibile sfumatura di grigio (Niente di vero tranne gli occhi, pagg. 232-3)
– Claudio si accorse che avevano perso di colore, che erano diventati un ammasso informe di bianco, di nero e di svariate tonalità di grigio (…) (Pochi inutili nascondigli, pag. 254)
– L’adorazione negli occhi della donna brillava come il suo rossetto, era il secondo particolare colorato di quella storia piena di mille grigi che doveva essere la sua vita (Niente di vero tranne gli occhi, pag. 22)
– Questo posto e questa vita fanno appassire i colori ed è inutile mescolare dei grigi. Più chiaro o più scuro, sempre un altro grigio viene fuori (Appunti di un venditore di donne, pag. 29)
– Solo in quell’auto ferma a un semaforo rosso, acceso come sangue su una lampadina, aleggiava una presenza che aveva il potere di oscurare tutta quella luce e di virare i colori del mondo nelle tonalità opache del bianco e del nero (Io uccido, pag. 96).

Pippo Russo, L’importo della ferita e altre storie, Clichy, Firenze 2013

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Dai brani riportati, si evince come certe ricorrenze nei libri di Giorgio Faletti si siano rivelate infausti presagi:

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