co-publishing?

youcrime

Insistiamo. Un editore storico come Rizzoli che premia l’aspirante autore più bravo non a livello letterario, ma nella comunicazione digitale. Non teme le critiche che arriveranno?
“La comunicazione vera parte dal contenuto, ossia dal testo. Il contest misura l’abilità relativa dei partecipanti, all’interno del gruppo di riferimento, a farsi leggere e a ottenere consenso. Tutti possono scrivere qualcosa. La vera sfida sta nel riuscire a farsi leggere: questo vale a tutti i livelli. In YOU CRIME, peraltro, le leve del marketing come il pricing e l’advertising sono escluse dalla competizione. Ovvero sono uguali per tutti. Stesso prezzo per tutti gli e-book e l’advertising generale dell’iniziativa è gestito da noi. Abbiamo anche fornito ai dodici partecipanti un ‘marketing kit digitale‘ contenente una creatività generale su YOU CRIME e un’altra personalizzata, dedicata al singolo autore, da usare sui vari social media. Anche su questo tutti gli autori in gara sono alla pari. Poi, ovviamente, a partire da questi strumenti di comunicazione di base che gli abbiamo fornito, tutti e dodici sono liberi di sbizzarrirsi come vogliono, anzi noi li incoraggiamo a farlo. Questa premessa per dire che bisogna parlare di comunicazione digitale a partire dal contenuto. Il contest misura questo. Per fare un paragone automobilistico, è come dire che la macchina, il circuito, lo staff tecnico, l’organizzazione e gli sponsor li mettiamo noi, mentre i piloti/partecipanti cercano di guidare al meglio e di superarsi a vicenda”.

Una sperimentazione rischiosa…
“Da leader italiani dell’innovazione digitale, continuiamo a solcare nuovi mari in cerca di nuove terre, per intuire in anticipo le opportunità del futuro e per capire meglio come noi possiamo contribuire alla creazione del futuro stesso. Se vale la pena di sperimentare un’idea, conviene farlo prima che lo faccia qualcun altro. L’esperienza che si acquista è, oggi, un asset competitivo importante in un’industria, in fase di evidente trasformazione, che è lungi dall’avere raggiunto il plateau digitale“.

E le critiche della rete?
“Ben vengano quelle costruttive, anche se siamo consci che, data l’assoluta novità del format YOU CRIME per i racconti, nessuno (noi stessi inclusi) può avere, al momento, alcuna evidenza e/o benchmark oggettivo per giudicare. Essere i primi a fare qualcosa comporta evidentemente alcuni rischi. La critica distruttiva di parte o quella semplicemente non qualificata, è il rumore di fondo dell’essere in rete. Non si può essere in rete senza il rumore di fondo”.

http://www.affaritaliani.it/culturaspettacoli/oltre-il-self-publishing-rizzoli-punta-sul-co-publishing-e-lancia-il-contest-digitale

 

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