DetFic 22: Charles Dickens e Il mistero di Edwin Drood

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«Dov’è mio nipote?» urlò Mr. Jasper.
«Dov’è vostro nipote?» replicò Neville. «Perché me lo chiedete?»
«Perché voi siete l’ultimo ad averlo incontrato, e lui è sparito.»


Il giovane e facoltoso Edwin Drood, prossimo alle nozze con Rosa, sparisce in circostanze misteriose. Lo zio Jasper, anch’egli innamorato della ragazza, comincia a indagare: Edwin Drood è stato assassinato?
È intorno a questo interrogativo che si sviluppa il romanzo Il mistero di Edwin Drood , complicando quella che, solo in apparenza, risulta essere una trama gialla fra le più classiche.

Ben presto, infatti, la vicenda si infittisce di intrecci, le pagine si affollano di personaggi equivoci, di situazioni e luoghi che hanno il gusto dell’esotico e in cui aleggia una coltre di fumo d’oppio. Il lettore viene coinvolto in un complicato gioco intellettuale, raccontato da Dickens con uno stile inedito, in cui però non mancano l’eccezionale capacità di affabulazione e la resa realistica dei ritratti umani e delle descrizioni di alcuni personaggi minori (come il venditore all’incanto e sindaco Mr. Sapsea, il filantropo Mr. Honeythunder, il cupo muratore Durdles e il suo aiutante “Deputy”).
Ma l’enigma, a causa della morte di Charles Dickens a metà dell’opera, l’8 giugno 1870, rimase insoluto.

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Tante furono le congetture sui possibili sviluppi dell’incompiuto The Mystery of Edwin Drood. Tutto fa pensare che le preoccupazioni maggiori di Dickens fossero l’efficacia dell’ambientazione e la caratterizzazione dei personaggi, in particolare del protagonista-criminale Jasper. Ricca doveva esserne la galleria: da Mr. Grewgious, avvocato eccellente ed eccentrico, e Miss Twinkleton, sorvegliante del Seminario delle Signorine, allo scalpellino ubriacone Durdles e all’irriverente Deputy, addetto alle camere ammobiliate. La promessa di matrimonio fra Edwin Drood e Rosa è alla base dello svolgimento dell’azione, e ogni personaggio e avvenimento paiono prendere spunto da essa. Ma al centro della cittadina di Cloisterham – e dello stesso romanzo – c’è la cattedrale, simbolo solenne del contrasto tra la vita e la morte e tra il bene e il male.

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La cattedrale fornisce anche lo sfondo ideale per un’atmosfera paurosa ricca di segreti: è il luogo dove nessuno si azzarda a passare di notte, perché «un minaccioso silenzio di tomba pervade l’antico edificio, il chiostro, il sagrato», in cui i cittadini sentono l’istintiva repulsione per la polvere che ha ospitato il soffio della vita, e dove si possono fare brutti incontri.

La morte di Dickens diede luogo a molte supposizioni sul suo seguito e a diversi tentativi di continuazione. Le questioni più dibattute furono se Edwin Drood sarebbe morto oppure no, l’innocenza o la colpevolezza di Jasper, in che modo il crimine si sarebbe consumato, le vie attraverso cui Jasper – se colpevole – sarebbe stato trascinato in giudizio, oltre all’incognita della reale identità di Datchery, e l’eventualità di un collegamento fra Jasper e Princess Puffer.

Le due scene ambientate nella fumeria d’oppio hanno contribuito ad alimentare l’atmosfera di mistero che pervade il libro, spingendo alcuni a supporre che il malvagio Jasper fosse destinato a commettere il suo delitto in preda agli effetti della droga. Ciò richiama un parallelo con La pietra di luna, dove allo stesso modo Franklin Blake si macchia inconsapevolmente di un crimine, seppur minore; ma, mentre il personaggio di Wilkie Collins non è cosciente di aver assunto l’oppio, Jasper lo fa deliberatamente, come reazione alle proprie frustrazioni.

Sembra comunque certo che nelle intenzioni di Dickens un nipote doveva essere assassinato dallo zio, e alla fine il colpevole si sarebbe ritrovato in una cella a rivivere l’intero corso delle sue malefatte in una sorta di straniamento, come se la vittima delle tentazioni malvagie fosse stata un’altra persona.
La scoperta dell’assassino, naturalmente, si sarebbe avuta verso la conclusione della storia, grazie a un anello d’oro sopravvissuto all’azione corrosiva della calce in cui era stato gettato il corpo.

4521035_0Tanti provarono a trovare la risposta agli interrogativi, lungo tutto un secolo. In Italia vi si cimentarono Fruttero e Lucentini, con La verità sul caso D. (Einaudi 1989); ma la più famosa prosecuzione del romanzo, definita la più convincente e definitiva, è quella di Leon Garfield, uno studioso e narratore inglese, che ha reso un quadro aderente alla cultura, allo stile, al mondo fantastico di Dickens. Questa versione “completa” de Il mistero di Edwin Drood (di 510 pagine) è stata pubblicata in Italia da Bompiani nel 2001.