divisivi

pit29

A volte penso che ho la capacità di dividere le persone. Dai dotti luminari ai biechi delinquenti. Quando discutevano della patologia che da ragazzino sembravo avere al cuore, gli specialisti non riuscivano a mettersi d’accordo: davano due diverse interpretazioni dei miei cardiogrammi. Quando finii in mano a due criminali che mi buttarono tramortito nel bagagliaio, nacque una controversia: uno voleva finirmi e gettarmi in mare, l’altro voleva restituirmi ai miei mandanti mutilato di un dito, come ammonimento. Vinse quest’ultimo, altrimenti non sarei qui (ma la perdita del dito non m’è piaciuta affatto).
Se vogliamo risalire alle origini, le prime persone che ho diviso son stati i miei genitori, ancor prima di venire al mondo. Per mio padre ero la tragica conseguenza di un preservativo rotto, per cui fece pressioni affinché non nascessi; ma mia madre non voleva sentirci, quindi tirò dritto. A gravidanza avanzata, il medico le ordinò un aborto terapeutico per i suoi problemi cardiaci, ma lei non volle saperne, così litigarono e non si parlarono più. Al momento del parto, la levatrice – una parente – era sicura che sarei nato morto: ero rimasto dentro per troppo tempo, e le acque avvelenate uscivano verdi e puzzolenti. Nessun neonato poteva sopravvivere in un ambiente simile. «Ecco, hai voluto far di testa tua, così rischi di lasciarci la pelle e ti nasce un cadavere!», sentenziava brutalmente la levatrice. Mia madre, squarciata dal dolore, le rispose per le rime, mentre la levatrice cercava di estrarre quel che credeva un cadaverino, e quando lanciai il primo vagito infuriato, sputandole addosso le schifezze che avevo in bocca, quella strillò inorridita “Oddio, è vivo!” lasciandomi cadere sul letto. Da allora, lei e mia madre non si sono più parlate.

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