La Costantinopoli del ’20

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Nella Costantinopoli del ’20, di ristoranti russi ce n’era uno ad ogni angolo di strada: si sarebbe detto che era quella la formula taumaturgica che permetteva a tanta gente, di tante categorie diverse, di sbarcare il lunario. In questa orgia di russificazione alimentare, una simpatica coppia di giovani francesi aveva avuto l’idea stravagante di lanciare un restaurant francese: ed avevano avuto fortuna. Era da loro che ogni tanto si rifugiavano le colonie straniere di Costantinopoli quando erano un po’ stanche di cotolette alla Kiev o alla Pojarski, o anche semplicemente se ne avevano abbastanza della compagnia delle eterne dames serveuses. E fu proprio alla Régence, una sera, che si avvicinò al nostro tavolo un ufficiale inglese: aveva bevuto parecchio indiscutibilmente, ma non era certo la prima volta che ci accadeva di incontrare un ufficiale inglese che avesse bevuto un po’; ci aveva raccontato che aveva appuntamento con qualcuna che non era venuta, non sapeva ch cosa fare: se aspettare ancora o andarsene. Un po’ noioso, un po’ appiccicoso, ma veramente niente di eccezionale.
Per cui fummo un po’ sorpresi quando, un paio di settimane dopo, ci fu chiesto se acconsentivamo ad apparire, come testimoni, davanti alla Corte Marziale che doveva giudicare l’ufficiale in questione.
Il nostro amico di una sera era là, in grande uniforme. L’interrogatorio fu lungo e circostanziato: dopo qualche tempo riuscii a capire che si trattava di stabilire se il suo stato di ubriachezza fosse tale da rendergli impossibile l’obbedienza agli ordini di Sua Maestà. L’affare sembrava grave: non mi ricordo bene per quale ragione precisa, teoricamente, la guarnigione era in stato di allarme. Con tutto ciò non riuscivo a capire la ragione di prendere tutto questo tanto al tragico: se fosse stato necessario mettere sotto processo tutti i soldati e gli ufficiali di S.M. che la sera si trovavano, più o meno, nella vigna del Signore, non so quanti ne sarebbero rimasti in servizio.

Pietro Quaroni, Il mondo di un ambasciatore, Ferro Edizioni, Milano 1965, pp. 16-17

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