materiali 13. La proto-chimica

Pozzo_alchemico

Le reazioni e i processi osservati dall’alchimista, prodotti e riprodotti nella speranza di trovare la pietra filosofale, hanno dato luogo ad una serie di indagini di laboratorio che furono alla base della nascita della chimica come scienza. Le ricerche pratiche sui metalli si sono coniugate con le teorie sulla trasmutazione dei metalli vili in metalli nobili, fino alla considerazione dei metalli come componenti della realtà universale.

Gli alchimisti ritenevano che, facendo cuocere un metallo a lungo, questo avrebbe finito per liberarsi di tutte le proprietà individuali e, al suo posto, ne sarebbe emersa l’Anima del Mondo. Questa, detta Cosa Unica, avrebbe consentito di comprendere qualsiasi cosa sulla superficie della terra, perché rappresentava il linguaggio tramite il quale le cose comunicavano fra loro. Questa scoperta era la realizzazione della Grande Opera, costituita da una parte liquida, l’Elisir di Lunga Vita che curava tutte le malattie e impediva di invecchiare, e una parte solida, la Pietra Filosofale, una cui piccola scheggia era capace di trasformare in oro grandi quantità di metallo.

Operando sui metalli, gli alchimisti puntavano ad estrarre la “prima materia” di discendenza aristotelica, il principio primo informe, la potenzialità pura da cui discendeva tutta la realtà nelle sue varie forme (lo pneuma degli stoici, il soffio vitale universale che pervadeva la materia in ogni sua manifestazione): in questo modo, ogni “forma” poteva essere mutata in un’altra superiore. Fin dai primordi, la trasformazione dei colori che si realizzava durante la lavorazione dei metalli era considerata molto importante. Ogni fase del processo era associata ad un colore diverso (il nero, il bianco, il giallo e, infine, il rosso), che simboleggiava il passaggio della materia attraverso i diversi gradi fino alla purificazione. La trasformazione dei metalli era solo l’aspetto esteriore dell’alchimia: alla purificazione della materia corrispondeva un analogo processo che interessava lo stesso alchimista e lo portava alla conoscenza della realtà; una conoscenza non puramente materiale, bensì la comprensione dell’Anima Universale. In questo modo, dominando la natura e attuando la purificazione al proprio interno, l’alchimista raggiunge l’illuminazione e passa ad uno stato superiore di esistenza, in cui il corpo diviene “pieno di luce”.

Alchimia

L’alchimia, quindi, non è una specie di pre-chimica, ma una operazione simbolica. L’ottenimento dell’oro metallico e dell’oro potabile o elisir di lunga vita non può essere considerato un fine in sé, ma lo strumento per ottenere la perfezione nell’unione e nell’armonia fra microcosmo e macrocosmo. L’alchimia rappresenta l’evoluzione umana da uno stato dove predomina la materia ad uno stato spirituale: trasformare in oro i metalli equivale a trasformare l’uomo in puro spirito, riconducendo sul piano materiale la perfezione spirituale.
L’alchimia materiale e l’alchimia spirituale presuppongono una conoscenza dei principi tradizionali e si fondano molto più su una teoria delle proporzioni e delle relazioni che su una analisi propriamente fisico-chimica, biologica o filosofica degli elementi, messi in rapporto da esse.

Annunci