Magritte e gli scacchi

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Gli racconto delle mie passioni scacchistiche e lui ci rivela, con sussiego, che lui, in gioventù, ha conosciuto personalmente Magritte al “Greenwich”. Mentre anche Gary comincia a interessarsi alla faccenda, chiedo al vecchio Jerome (come ha detto di chiamarsi) di raccontarmi qualcosa di Magritte. Ordiniamo un giro di birre (una Gueuze per il nostro nuovo amico e una Rochefort per me; per Gary una semplice “bier”, ovvero una Maes) e vengo a sapere che Magritte era sì un grande appassionato, ma in realtà come scacchista non valeva molto. Non gli mancavano né la fantasia né la volontà, ma, insomma… era meglio come pittore che come giocatore. Si narra addirittura che uno dei suoi avversari, che lo aveva appena battuto, declinò la proposta di essere pagato con un quadro dell’artista, commentando “Se dipinge come gioca a scacchi, preferisco i suoi soldi!”. Chissà se la storia è vera, e se l’anonimo giocatore avrà avuto modo di rimpiangere quella scelta!

http://soloscacchi.altervista.org/?p=39252

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