Gesti scientifici e gesti artistici

Klein-Fontana_Sala-Fontana
Mai esposta in Italia, la grande “Anthropométrie” (di Yves Klein) in arrivo dal Centre G. Pompidou, esprime la solare ironia ed il fervore di questa “Epoca blu”, quel lasso di tempo espresso nella recensione di Dino Buzzati “Blu Blu Blu”, in cui, a partire dal 1957, scoppierà il “fenomeno” venuto da Parigi. Lucio Fontana diventerà uno dei maggiori collezionisti di Yves Klein, a partire dall’acquisto di un monocromo durante la prima personale dell’artista in Italia alla Galleria Apollinaire di Milano.
Nello stesso anno, Peppino Palazzoli ospita alla Galleria Blu le collezioni private di Lucio Fontana e Bruno Munari. Da questo momento in poi, le vite di Klein e Fontana, si intrecceranno sia su un piano amicale, che professionale, dando vita ad espressioni artistiche legate da profonde suggestioni analoghe, seppur mantenendo un carattere squisitamente unico ed inconfondibile.
Animato dalla ricerca scientifica, l’artista di nascita argentina, Lucio, si interroga sul rapporto tra lo spazio ed il vuoto, come già enunciato nel “Manifesto Spaziali” del 1947: “Gli artisti anticipano gesti scientifici, i gesti scientifici provocano sempre gesti artistici”.
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