La merce-libro

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Anni fa si faceva presente, in autorevoli fonti specialistiche, la necessità che il commercio librario fosse organizzato in modo da rendere ampiamente accessibile la merce-libro, attraverso punti di vendita diversificati rispetto alle librerie tradizionali:

grandi empori, concepiti come contenitori universali bene ordinati; reparti librari dei grandi magazzini, per la produzione di maggior smercio; librerie specializzate, provviste non solo delle ultime novità, ma delle opere più durevoli per un pubblico competentemente motivato; oltre beninteso ai vari tipi di remainders.

La prima e la seconda modalità (grandi empori e reparti librari nei grandi magazzini) sono state ben esercitate, profondendovi risorse e investimenti. La terza modalità, invece, è stata disincentivata e penalizzata dai meccanismi politici del mercato: i risultati sono sotto gli occhi, con lo snaturamento e il degrado del mondo del libro, in una fase recessiva che può solo peggiorare il processo deteriorante.

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