La sfida è avere successo con libri che non si amano

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Da il manifesto, 20 agosto 2011

La sfida è avere successo con libri che non si amano

di Paola Avigdor
Responsabile ufficio stampa Guanda

Non avrei mai pensato di fare l’ufficio stampa di una casa editrice. Mi piacevano i libri, ma quando venni assunta da Charta, una piccola casa editrice che pubblicava cataloghi di mostre di arte contemporanea, non sapevo veramente da che parte cominciare. Mi misero in mano una lista dei più importanti critici d’arte italiani, e dovevo telefonare senza conoscerli per sapere se avevano ricevuto il libro e se avevano intenzione di recensire la mostra. Per fortuna non sono mai stata timida, perché chiamare degli sconosciuti, spesso a casa loro, presentarsi e chiedere non mi sembrava così facile.

Poi con il passare degli anni e con molte visite nelle redazioni di quotidiani, settimanali, mensili, radio e Tv la conoscenza dei giornalisti è diventata più diretta e personale. All’inizio non era facile sedersi di fronte alla scrivania di importanti responsabili delle pagine culturali per parlare di libri: passavo la sera precedente a ripassare mentalmente le uscite più importanti di libri da proporre, mi chiedevo da sola perché avrebbero dovuto occuparsi dei miei libri in mezzo a tanti che gli venivano proposti, e qualche volta dormivo male per l’agitazione. Ma devo dire che mi è andata sempre bene, ho conosciuto persone molto preparate con cui parlare di libri era un’avventura affascinante. Detto così sembra che basti conoscere i giornalisti e il gioco è fatto. Invece presto mi sono accorta che in questo lavoro ci sono regole severe da osservare, rapporti sottili da rispettare, ed è necessario conoscere a fondo i giornali e la loro linea per fare proposte che possano essere più facilmente accettate. Insomma, la simpatia, il presentarsi bene ed educatamente sono condizioni necessarie ma non sufficienti.

Il successo di questo lavoro dipende dalla combinazione di molti fattori, ma tra questi i più imprescindibili sono la serietà e l’affidabilità. Ho passato molte notti a leggere le bozze dei libri che dovevo promuovere, raccontavo le trame ai miei figli per capire se avevo un’esposizione abbastanza chiara e disinvolta. Nella lettura conta il gusto personale, è chiaro che è più facile promuovere un libro che ti piace, ma è una sfida avere successo con un libro che non ti è piaciuto. Quindi penso che tutti i libri abbiano bisogno di uguali attenzioni e uguali cure, indipendentemente da fattori di ordine personale.

Poi ci sono gli autori, il vero patrimonio di una casa editrice. Tutti gli autori desiderano essere recensiti, coccolati, seguiti, e naturalmente vendere i loro libri. Il rapporto con l’autore è forse la parte più gratificante di questo lavoro. Ci si vede spesso, si pianifica la promozione del libro, lo si accompagna in giro per festival letterari e le presentazioni, e spesso nasce un rapporto di amicizia e stima reciproca. Questo succede non solo con gli autori italiani ma anche con gli stranieri, che arrivano in Italia e dipendono totalmente dalla tua organizzazione: devi organizzargli le interviste (non troppo presto al mattino, non troppe consecutivamente), devi cercare di fargli incontrare persone simpatiche che possano apprezzare i loro libri, insomma vivi con loro a stretto contatto per qualche giorno.

Anche in questo caso nascono relazioni strette, che si basano sul rapporto di lavoro ma anche sull’amicizia e sulla stima reciproca. Così la fatica di passare giorni fuori casa in giro per alberghi e ristoranti diventa più sopportabile. Sì perché questo è un lavoro faticoso, e per quanto mi rigarda lo considero «il braccio armato» della promozione di un libro.

Bisogna faticare e combattere per far arrivare ai media e al pubblico il messaggio giusto, che incuriosisca, che stimoli a far parlare positivamente di un libro e quindi poi aiuti le vendite. Sono convinta che nella nuova era digitale il rapporto personale, la lettura di una buona recensione, la passione e il gusto per la letteratura non tramontino ma anzi possano trovare più forza e consapevolezza.

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