L'amico, il potente, il suicida

url

Di poeti pubblicabili, cioè leggibili (anche se poco vendibili) in Italia ce ne sono circa una dozzina, magari anche venti, o se proprio si vuole si arriva a trenta. Non c’è quindi sufficiente materia per alimentare e tenere in vita le grandi, medie e minime collane che esistono. E’ ovvio, è inevitabile che si pubblichi semplicemente quello che c’è, procedendo secondo ben noti opportunismi (tanto la critica di poesia beve tutto oppure tace): prima viene l’amico, poi l’amico dell’amico, poi quello che si mette al tuo servizio, prima ancora quello che ha potere, o quello che insiste e non demorde, quello che se non lo pubblichi si inalbera, quello che poi te la farà pagare, quello che minaccia il suicidio…

http://www.ilfoglio.it/cultura/2015/07/15/avviso-al-fatto-se-la-collana-di-poesie-mondadori-chiude-perch-non-ci-sono-pi-poeti-pubblicabili

Annunci

Un pensiero riguardo “L'amico, il potente, il suicida”

  1. Moravia disse nell’elogio Funebre di Pasolini: “Abbiamo perso prima di tutto un poeta. E poeti non ce ne sono tanti nel mondo, ne nascono tre o quattro soltanto in un secolo.”

    Io credo oggi non esistano nemmeno più quei tre o quattro. Fa ridere però il fatto che ci siano una marea di persone che si definiscono poeti, da quel che ho visto anche su questa piattaforma. Non c’è materiale, dicono. Sarà vero, almeno per il mercato. Oppure…non c’è più mercato. Che forse è ancora più vero. E’ un argomento che andrebbe approfondito.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...