Ciclisti a Ognissanti

 

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Mentre rimuginava s’arrampicò per la scaletta in legno che conduceva alla torretta. Giunto in cima, si sistemò nell’osservatorio e impugnò il cannocchiale, facendolo girare sul cavalletto. Il suo compito era tenere la collina sotto controllo, avvistando i ciclisti che sibilavano nell’aria lungo i tornanti asfaltati, nelle loro tenute sportive. Ne vide un drappello compatto proprio in quel momento, magri e aerodinamici, chini sulle bici scintillanti al sole di fine ottobre. Col cuore in gola per la sorpresa, lanciò il messaggio col trasmettitore al manipolo di montanari acquattato fra le acacie spinose, quattro curve dopo. In pochi secondi venne issata la paratia con lo scenario stampato, a chiudere il tornante con un fondale perfetto e luminoso. I ciclisti arrivarono veloci, alcuni ridendo mentre si raccontavano qualcosa, e si schiantarono uno dopo l’altro, in rapida successione, con suoni sordi e metallici. I corpi sbalzati ruotarono in aria, come rincorrendosi in acrobazia, con i telai di carbonio che schizzavano da tutte le parti: vide la scena chiaramente dalla sua postazione, e sentì l’adrenalina scaricarsi in petto. La vegetazione ingoiò tutto rapidamente, la paratia venne tirata giù e fatta sparire dalla strada, mentre i fremiti della sterpaglia nascondevano il trascinamento dei corpi e lo sgozzamento coi coltelli da caccia. Il dissanguamento iniziava lì, nella macchia, e avrebbe reso i corpi meno grondanti dopo, quando li si sarebbe lavorati sul tavolo del macello. Il gruppo si mosse rapido, avvolse i cinque ciclisti nei teli cerati e li caricò sulla vecchia Mitsubishi scorticata, nascosta fra le querce. Le operazioni si potevano seguire anche dall’osservatorio, con i movimenti dell’erba e i suoni flebili portati dal vento, fino all’accensione del vecchio diesel puzzolente. Quando vide la jeep spuntare dalla carraia e dirigersi verso il ponte sottostante, mollò il cannocchiale e si precipitò giù eccitato. Nuovo lavoro l’attendeva, nuove chiacchiere, nuova esperienza: quelle carcasse magre avrebbero dato molta più soddisfazione, soprattutto a Ognissanti.

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