Tabula rasa

warren keelan

Prova a immaginare di esserti dedicato per anni a un lavoro molto impegnativo e difficile, centrato sulla continua gestione dell’incertezza e dell’emergenza: un lavoro necessario al punto da non potertene mai staccare e da dover rinunciare alle comuni prerogative concesse ai lavoratori; che ti costringe a quotidiani rapporti problematici al limite del litigio e dell’ostilità; che ti toglie la forza di sorridere quando riesci a rientrare nel tuo privato; che ti fa muovere in situazioni piene d’insoddisfazione, diffidenza, sospetto e doppiezza, dove l’operare quotidiano s’impronta a continui tentativi di sopraffazione – finalizzata alla sopravvivenza. Dove la dissimulazione, la dilazione, l’inganno, le false intenzioni servono a raggiungere gli obiettivi, e tu hai la responsabilità di farlo, e devi affinare le tecniche per spuntarla sempre – ripeto: sempre, perché soccombere anche una volta sola significherebbe non riuscire a portare a buon fine la missione complessiva che hai accettato, a cui quindi ti sei votato. Ebbene, se ti sei dedicato per troppi anni a un lavoro di questo tipo, in cui ogni giorno tutti ti guardano perché si aspettano da te la soluzione, e la pretendono, perché l’hai sempre trovata, e non concepiscono la semplice possibilità che ciò non riesca ad ripetersi per motivi oggettivi; se hai fatto tutto questo, hai finito per danneggiare in misura sensibile i tuoi meccanismi interiori e la geografia dell’anima che ti abita, trasformandola in qualcosa di simile a una contea devastata dal passaggio di un esercito.
Quindi, partendo da una tabula rasa di questo tipo, per uscire dallo smarrimento, dall’angoscia cronica, dalla disabitudine a rapporti normali e trasparenti a cui ogni uomo avrebbe diritto – visto che le amicizie, per altri e più lontani motivi, le hai perse da tempo – bisogna appunto ricominciare da piccoli esercizi quotidiani, che possono essere i più semplici e diversi. Si comincia col passeggiare respirando l’aria mossa dal vento, accompagnati dal cane; guardare il disegno delle colline; far visita ai vicini che stanno potando le viti o aggiustando il trattore; sedersi, ricominciare a leggere i libri che non si frequentavano da tempo. Questo è un modo per cominciare. Fermarsi, riflettere, scoprire che i rapporti umani e intellettuali si possono ricostruire. Anche da una tabula rasa.

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