#53 (pseudobiblion)

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Ieri sera aveva smesso di nevicare, la temperatura s’era alzata e la massa di neve aveva cominciato ad ammorbidirsi in contorni d’acqua. Stamattina, invece, mi sveglio coi fiocchi che cadono ancora, le fronde degli alberi si sono caricate di nuovo e l’altezza del manto s’è rafforzata. La neve cade fina, non sono fiocchi grossi, altrimenti sarei nei guai, si arriverebbe chissà dove, e io con le mie braccia non è che possa spalare il mondo intero. A dire il vero non ho ancora spalato quasi niente, ho voluto aspettare che finisse per non dover far le cose due volte; mi sono asserragliato nel mio fortino, per fortuna mercoledì avevo fatto la spesa e avevo raccolto un bel po’ di legna sotto il portico, così mi consolo anche col camino, lasciandomi ipnotizzare dalle fiamme che stemperano l’atmosfera. Da qui potrei lanciare i miei proclami e i miei anatemi, invece preferisco non dar fastidio e riflettere su una strana storia, una leggenda su un vecchio libro che probabilmente non è mai esistito, ma che ha fatto fantasticare generazioni di amanti del mistero. Chissà, forse riflettere su uno pseudobiblion potrebbe aiutarmi a capire il perché di certe cose.