Materiali 16. Simboli

 

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Di simboli e significati se ne potevano trovare più d’uno: la forma ottagonale era già di per sé allusiva. L’otto è il numero dell’equilibrio cosmico; otto sono le direzioni cardinali unite alle direzioni intermedie, e le punte della rosa dei venti. Ma essendo la stanza aperta da un lato, le pareti erano effettivamente sette. I sette giorni della settimana, i sette cieli abitati dagli ordini angelici, i sette pianeti tradizionali, le sette Esperidi, le sette porte di Tebe, le sette corde della lira, i sette colori dell’arcobaleno. E poi, sette è la somma delle virtù cardinali e delle virtù teologali, per non parlare del libro dell’Apocalisse: le sette trombe, le sette chiese, le sette stelle, i sette sigilli, le sette teste, i sette flagelli, i sette tuoni, i sette re. Senza contare che il numero sette, nell’Antico Testamento, compare settantasette volte. I gradini che portano all’ingresso sono cinque. Il cinque corrisponde al punto medio dei primi nove numeri, ed è uguale alla somma del primo numero pari con il primo numero dispari: cifra che simboleggia il centro, l’armonia e l’equilibrio, e segno di unione. Numero nuziale, secondo i pitagorici. Il cinque è il simbolo dell’uomo, che a braccia e gambe aperte appare come una costruzione a cinque parti; cinque sono i sensi, e quindi le forme sensibili della materia; la quinta essenza degli alchimisti, poi, era il coronamento delle scomposizioni e ricomposizioni dei quattro elementi. Cinque erano le età mitiche di Esiodo. E quattro sono le pareti dove sono appesi i quadri: con quel numero non c’è da scherzare. I quattro punti cardinali, i quattro venti, i quattro pilastri dell’universo. Quattro sono le stagioni, le fasi della luna, gli elementi, i fiumi del paradiso, le lettere del nome di Dio e di quello del primo uomo, i bracci della croce, gli evangelisti. Nelle ricorrenze dell’Apocalisse si trovano i quattro angoli della terra, i quattro cavalieri, i quattro flagelli, i quattro angeli distruttori. E le vetrate? Sono tre. Addio, qui si comincia con la Santa Trinità e si va a finire alle tre suddivisioni della grande opera degli alchimisti, l’opera al nero, l’opera al bianco e l’opera al rosso, nonché ai tre agenti, zolfo, mercurio e sale.